Passi il primo giorno, ma 48 ore dopo il taglio delle accise i tabelloni delle stazioni di servizio deve essere adeguato. È il ragionamento che ha spinto il ministero delle Imprese a segnalare alla Guardia di Finanza gli impianti che non hanno abbassato i prezzi di 17 centesimi al litro, cioè quanto varato dall’ultimo taglio del Governo.
I prezzi
Oggi, a due giorni dal Consiglio dei ministri in cui è stato riattivato lo sconto alle stazioni (ma stavolta solo per il gasolio), un litro di diesel costa 2,074 euro. E cioè 11 centesimi in meno rispetto a 2,085 euro di lunedì mattina. Da considerare anche che rispetto a lunedì è leggermente calato il prezzo del Brent, arrivato a circa 85 dollari al barile.
La lista
Per questo, il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit ha trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti «che non hanno ancora adeguato i prezzi alla pompa dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo, con l’indicazione delle anomalie più significative rilevate».
La segnalazione, spiega il ministero, «è effettuata ai sensi del regime speciale di controllo introdotto dal decreto-legge approvato a marzo dal Consiglio dei ministri. Gli esiti degli accertamenti della Gdf, corredati da un rapporto di analisi, saranno trasmessi dal Garante all’autorità giudiziaria».










