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Home » Giuli: senza fondamento accusa di censura per film su Giulio Regeni
Notizia

Giuli: senza fondamento accusa di censura per film su Giulio Regeni

Sala StampaDi Sala StampaAprile 8, 20263 min di lettura
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Giuli: senza fondamento accusa di censura per film su Giulio Regeni

“Non condivido né sul piano ideale né su quello morale” la scelta della Commissione selettivi sul docu-film su Regeni “ma non è frutto di scelta politica: il ministero non può intervenire senza violare il principio di terzietà” Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, rispondendo alla Camera all’interrogazione del Pd sull’esclusione del documentario su Regeni dai contributi per il cinema. “Attribuire al ministero una volontà di censura è una rappresentazione priva di fondamento: il tragico caso di Giulio Regeni ha una rilevanza politica, sociale e culturale che prescinde da qualsiasi prodotto audiovisivo lo riguardi”.

In passato nessuna polemica per richiesta analoga

“È significativo che il progetto sia stato valutato in due annualità diverse e da Sezioni diverse della Commissione. Questo conferma che ci troviamo di fronte a un giudizio tecnico reiterato nel tempo che, come sapete, non condivido né sul piano ideale né sul piano morale”, ha sottolineato ancora Giuli nel suo intervento relativo al documentario “Giulio Regeni, tutto il male del mondo”. Dopo aver rivendicato il rispetto dei principi di terzietà imposti dall’ordinamento italiano, Giuli ha osservato che “a fronte del primo mancato finanziamento nel 2024, non risultano essersi sviluppate polemiche pubbliche di analoga portata, e su questo vi invito a riflettere. Il caso è stato trasformato in terreno di scontro politico-mediatico soltanto dopo il secondo esito negativo, pur in presenza della stessa cornice normativa precedente”.

Presentata anche domanda di Tax credit

 Per “completezza”, il ministro ha infine chiarito che “per la medesima opera è stata presentata, a fine dicembre 2025, anche una domanda di tax credit, tuttora in fase di istruttoria”. In conclusione, “attribuire al ministero della Cultura una volontà di censura o un condizionamento politico è una rappresentazione priva di fondamento. E il tragico caso di Giulio Regeni, ripeto e confermo con forza, ha una rilevanza politica, sociale e culturale che prescinde da qualunque prodotto audiovisivo lo riguardi, ben fatto o mal fatto”.

Ritorno in sala del docu-film

A poche ore dall’intervento in aula alla Camera del ministro, le società di produzione Ganesh Produzioni e Fandango, hanno annunciato il ritorno in sala del docu-film finito al centro delle cronache, come reazione alla decisione del ministero di escludere l’opera dai finanziamenti per le opere cinematografiche.

Più di 60 sale, anche grazie al sostegno di Circuito Cinema, hanno deciso di riprogrammare il documentario diretto da Simone Manetti: già a partire da oggi, 8 aprile, nelle città di Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze. “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” è uscito come evento il 2, 3 e 4 febbraio scorso, dopo l’anteprima a Fiumicello (UD), in occasione dei dieci anni dalla uccisione del ricercatore italiano ritrovato nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2015.

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