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Home » Hormuz, l’Italia e altri 5 Paesi: «L’Iran rispetti il diritto internazionale e cessi gli attacchi»
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Hormuz, l’Italia e altri 5 Paesi: «L’Iran rispetti il diritto internazionale e cessi gli attacchi»

Sala StampaDi Sala StampaMarzo 19, 20262 min di lettura
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Hormuz, l’Italia e altri 5 Paesi: «L’Iran rispetti il diritto internazionale e cessi gli attacchi»

«La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, anche ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare». In una dichiarazione congiunta, Giorgia Meloni e gli omologhi di altri cinque Paesi – Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Giappone – garantiscono la disponibilità a «contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto» di Hormuz e sottolineano, in linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza Onu, come «l’interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali».

La richiesta di una moratoria

Da qui la richiesta immediata: «Un’immediata e completa moratoria sugli attacchi contro infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas». Richiesta che prelude ad altro: la sollecitazione di una missione delle Nazioni Unite per ripristinare la sicurezza di navigazione nell’area, snodo centrale per i traffici mondiali di gas e petrolio. Da Hormuz transita il 20% del greggio mondiale, insieme con gas naturale liquefatto, fertilizzanti e raffinati.

La condanna per gli attacchi iraniani

«La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono un beneficio per tutti i Paesi», spiegano i sei leader. «Esortiamo tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali di prosperità e sicurezza internazionali». Nel testo si condannano con fermezza gli attacchi iraniani contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane» e si chiede all’Iran di «cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite».

La promessa: ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici

I sei Paesi accolgono con favore la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio e promettono: «Adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, tra cui la collaborazione con alcuni Paesi produttori per aumentarne la produzione. Ci impegneremo inoltre a fornire supporto alle Nazioni più colpite, anche attraverso l’Onu e le istituzioni finanziarie internazionali».

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