Il 39,8% degli italiani vuole un’Italia «totalmente con l’Europa, in totale autonomia da chiunque» e il 43,2% riconosce le ragioni di Kiev, contro un 4,5% che dà ragione alla Russia e un 25,6% che attribuisce «responsabilità uguali». Sul che fare, però, gli italiani preferiscono il sostegno economico e umanitario (30,4%) agli aiuti militari (21,5%), e un quarto (23,8%) non vorrebbe essere coinvolto in alcun modo. Sono alcuni dei risultati de «L’anima politica degli italiani», il Report di Antonio Preiti promosso da Associazione Libertà Eguale e Fondazione Magna Carta, realizzato da Sociometrica e FieldCare. Un’indagine inedita su 908 cittadini che non chiede per chi votare, ma che cosa pensare: diciotto domande sui grandi temi internazionali e interni che il Parlamento del 2027 dovrà affrontare.
Il sondaggio
Con quali idee gli italiani andranno a votare: Europa, sicurezza, immigrazione governata. Questo cerca di decodificare il sondaggio. Scoprendo un Paese molto meno polarizzato dei suoi leader. Il risultato è un’Italia europeista, attenta alla sicurezza, favorevole a un’immigrazione governata e che, soprattutto, chiede ai suoi schieramenti di mettersi d’accordo sulle grandi questioni.
Europa, solo Europa: la grande scelta geopolitica
Il dato più netto dell’indagine è la collocazione internazionale che gli italiani assegnano al proprio Paese. Il 39,8% vuole un’Italia «totalmente con l’Europa, in totale autonomia da chiunque»: il doppio di chi la vorrebbe vicina agli Stati Uniti insieme all’Europa (19,2%). Le opzioni filo-russa e filo-cinese non arrivano insieme al 3,5%. Nel momento in cui l’ordine mondiale si scompone, gli italiani non cercano nuovi protettori: scelgono l’Europa come spazio della propria sovranità.
La scelta ha un contenuto preciso: la difesa. Il 60,6% è favorevole a una difesa europea comune, e per il 39,5% deve essere «del tutto autonoma» dagli Stati Uniti. I contrari sono il 19,5%: un rapporto di tre a uno. Un tema che per decenni è appartenuto agli addetti ai lavori è diventato una domanda di opinione pubblica, trasversale agli schieramenti: a sinistra come emancipazione da Washington, a destra come complemento dell’alleanza atlantica.
Ucraina: ragione all’Ucraina, prudenza sulle armi
Sull’Ucraina il sostegno c’è, ma è graduato. Il 43,2% riconosce le ragioni di Kiev («pienamente» 23%, «ma serve realismo» 20,2%), contro un 4,5% che dà ragione alla Russia e un 25,6% che attribuisce «responsabilità uguali». Sul che fare, però, gli italiani preferiscono il sostegno economico e umanitario (30,4%) agli aiuti militari (21,5%), e un quarto (23,8%) non vorrebbe essere coinvolto in alcun modo. È un sostegno sulle ragioni, non sulle armi.









