Il decreto bollette è in discussione in Parlamento e il contesto internazionale minaccia nuovi rincari su energia e gas. I timori di un peggioramento per i conti delle famiglie preoccupano sindacati e associazioni dei consumatori, sempre più critici nei confronti dell’economia dei bonus.
Oltre i bonus
Per Adoc le misure attualmente in vigore sono del tutto insufficienti a fronteggiare il nuovo scenario geopolitico: «Il decreto bollette – dice la presidente Anna Rea – è già superato e appartiene a un’epoca diversa, ora che il mondo è cambiato. I tempi di questa crisi non saranno brevi. Non possiamo continuare a rincorrere l’emergenza con bonus temporanei». L’associazione chiede al Governo di avere il coraggio di ampliare gli interventi e varare misure strutturali, rendendo operativa la sterilizzazione delle accise per compensare l’extra-gettito Iva, accelerando autonomia energetica e fonti rinnovabili.
In questo contesto per molti l’Isee è uno strumento con diversi limiti e le soglie che definiscono l’accesso a bonus e aiuti sono spesso inadeguate a intercettare i crescenti bisogni delle famiglie. I dati Inps certificano che i nuclei familiari con un Isee sotto 10mila euro sono in calo del 21% rispetto a quattro anni fa. «Non mi sembra però che nello stesso arco di tempo il numero di famiglie in difficoltà siano diminuite, anzi», commenta Monica Iviglia, presidente del Consorzio Nazionale Caaf Cgil. «Se diminuiscono i nuclei familiari che hanno diritto agli aiuti bisogna chiedersi se le soglie Isee che definiscono l’accesso siano adeguate al contesto attuale. Andrebbero rivisti i requisiti per capire se sono ancora coerenti con le motivazioni con cui sono state introdotte le singole misure».
Paradossi e criticità
Ad esempio, dal 1° gennaio 2026 Arera ha innalzato la soglia dei bonus gas, luce, acqua e rifiuti da 9.530 a 9.796 euro, un adeguamento all’inflazione previsto per legge, mentre il tetto a 20mila euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico è rimasto invariato. «Quella dei bonus è una strada sbagliata a fronte di un problema strutturale che ormai coinvolge quasi il 10% degli italiani in povertà assoluta», commenta Antonio Russo, portavoce dell’Alleanza contro la povertà. Russo prosegue elencando una serie di criticità legate allo strumento dell’Isee: «Innanzitutto fotografa le condizioni economiche di due anni prima e molte situazioni cambiano rapidamente. Inoltre, l’esclusione dei Btp o della casa di proprietà ha introdotto regole diverse che premiano solo alcuni. In attesa di individuare nuovi strumenti più raffinati per misurare le povertà, incluse quelle “invisibili” sempre più diffuse a causa di lavoro sottopagato e deprivazione materiale, andrebbero poi rimodulate le soglie per renderle più congrue e vicine alle reali possibilità delle famiglie. Infine assistiamo spesso al paradosso della soglia: ricevere un bonus, così come trovare un nuovo lavoro, di fatto penalizzano chi migliora la propria posizione, a volte anche disincentivando il lavoro regolare».



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