Si torna al nucleare. Il primo passo, sancito dal voto dei due rami del Parlamento, a 39 anni dal 1987, l’anno in cui – un anno dopo il disastro della centrale nucleare di Chernobyl – un referendum cancellò le centrali dal territorio italiano.
Il nucleare sostenibile e cosa succede ora
Il disegno di legge sul nucleare approvato dai due rami del Parlamento conferisce al Governo la delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale, adottando uno o piu’ decreti attuativi entro dodici mesi dalla entrata in vigore del provvedimento.
L’elaborazione di un Programma nazionale
Il testo fa diretto riferimento al rispetto degli obblighi europei e internazionali e si inserisce nel quadro delle politiche comunitarie indirizzate al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza e indipendenza energetica, contenendo i costi dei consumi. La delega prevede l’elaborazione di un Programma nazionale finalizzato allo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e da fusione; nonchè la definizione della disciplina relativa alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti di produzione.
Lo smaltimento definitivo di rifiuti radioattivi
Rientrano nel perimetro della delega anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti, la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e smaltimento definitivo di rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.
storia del nucleare in Italia (Ansa)
Sono oggetto del provvedimento anche il riordino della disciplina in materia di sicurezza, vigilanza e controllo, nonche’ della governance e il potenziamento della ricerca scientifica, industriale e la formazione di nuove competenze.
“Oggi l’Italia fa un passo verso il futuro: l’approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile da’ compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile. Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralita’ al 2050″, ha commentato Gilberto Pichetto, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Centrale Nucleare di Borgo Sabotino, Latina (Wikipedia)
La legge non autorizza oggi la costruzione di una centrale
Più nel dettaglio la legge definisce il quadro entro il quale potranno essere valutati in futuro singoli progetti, quindi non autorizza oggi la costruzione di una centrale. La delega al Governo riguarda l’intero ciclo di vita: programmazione, localizzazione, costruzione, esercizio, sicurezza, combustibile, rifiuti e smantellamento finale. Il Governo avrà 12 mesi per adottare i decreti legislativi e altri 24 mesi per eventuali correttivi. Non viene scelta oggi una tecnologia.
Neutralità tecnologica
Il principio è quello della neutralita’ tecnologica: saranno i decreti a stabilire quali tecnologie potranno essere utilizzate sulla base di maturità, sicurezza e sostenibilità.
accordo sul nucleare (Tg1)
I microreattori
Il perimetro comprende SMR, AMR, microreattori e, con una disciplina specifica, la fusione. La legge prevede anche la possibilita’ di istituire una Autorita’ amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, valorizzando e rafforzando le competenze tecniche gia’ esistenti presso ISIN, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. ISIN e’ gia’ oggi l’autorita’ nazionale di regolamentazione competente per la sicurezza nucleare e la radioprotezione e svolge controlli sulle installazioni nucleari in disattivazione, sui reattori di ricerca oggi attivi in Italia, sulla gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, sulle sorgenti radioattive utilizzate anche in campo sanitario e industriale e sul trasporto dei materiali radioattivi. La legge non individua i siti delle future centrali.
Dove verrebbero costruite verso il 2035
La localizzazione avverra’ sulla base di criteri tecnici, ambientali e territoriali: sicurezza nucleare, sismicita’, rischio idrogeologico, disponibilita’ di infrastrutture, connessione alla rete e caratteristiche del territorio. Sono previste forme di consultazione delle comunita’ interessate. Il PNIEC colloca l’eventuale ingresso del nuovo nucleare intorno al 2035.
Negli scenari al 2050 vengono valutati circa 8-16 GW di capacita’ nucleare, equivalenti a circa l’11-22% della domanda elettrica nazionale. Il nucleare verrebbe quindi integrato con rinnovabili, accumuli, reti e interconnessioni, non pensato in alternativa a esse. Il punto tecnico dell’integrazione e’ questo: eolico e fotovoltaico dipendono dalla disponibilita’ di sole e vento, mentre il nucleare e’ una fonte programmabile e a basse emissioni (in realta’ e’ la fonte a piu’ basse emissioni di CO2 nel ciclo di vita). In un sistema decarbonizzato bisogna garantire non soltanto abbastanza energia nell’arco dell’anno, ma anche potenza disponibile in ogni ora, stabilita’ della rete e sicurezza degli approvvigionamenti.










