La prima città d’Italia a estendere il limite di 30 chilometri all’ora a tutte le strade urbane fa un passo indietro. Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) dell’Emilia-Romagna, infatti, ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la “Città 30”.
In particolare viene annullato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 chilometri orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare.
Dopo una lunga battaglia portata avanti dai tassisti e dal centrodestra contro l’amministrazione Lepore, il Tar ha accolto il ricorso contro il limite generalizzato dei 30 km/h in città.
In precedenza, il Tar aveva respinto questi ricorsi e la questione era stata sottoposta al Consiglio di Stato, che ha ritenuto legittime le istanze dei tassisti e ha rimandato il giudizio nuovamente al Tar emiliano-romagnolo.
Bignami (FdI): «Il comune ha operato fuori dalle sue competenze»
«Il Tribunale Amministrativo dell’Emilia Romagna si è espresso oggi sul ricorso promosso da Fratelli d’Italia, tramite il proprio europarlamentare Stefano Cavedagna, per l’annullamento delle ordinanze su Bologna 30, anche a supporto di categorie colpite dal provvedimento. Il Tar ha accolto i ricorsi annullando le ordinanze, rimarcando l’illegittimità dell’azione del Comune che ha operato fuori dalle proprie competenze per meri scopi propagandistici». Lo ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati.








