Matteo Salvini vuole abolire i vincoli sugli affitti brevi. Maurizio Leo apre alla cedolare secca per i negozi e alla proroga dei bonus ristrutturazioni al 50% sulla prima casa e al 36% sulle seconde. E la premier Giorgia Meloni rivendica l’intervento del Governo per tagliare «i tempi per l’esecuzione degli sfratti e introdurre una procedura d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell’immobile». Sono i messaggi arrivati dal Governo all’assemblea di Confedilizia per rassicurare i proprietari immobiliari.
Salvini: via limitazioni agli affitti brevi
«L’Italia è un Paese fondato sulla proprietà edilizia. È qualcosa che cerco di spiegare ai miei colleghi a Bruxelles: il legame con la casa, con i genitori e con i nonni che esiste in Italia non c’è in nessun altro Paese» ha detto Salvini. Per questo nuove tasse sono «assolutamente impensabili», mentre le occupazioni abusive, dalla prima alla «47esima casa», «vanno sgomberate entro le prime ore» e non possono avere «alcuna giustificazione». Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture ha aggiunto che nella maggioranza è aperta una riflessione sugli affitti brevi per rimuovere limitazioni ritenute «penalizzanti ed eccessive» sugli alloggi turistici, oggi tassati con cedolare al 21% per il primo immobile, al 26% sul secondo e come attività di impresa a partire dal terzo immobile.
Leo: se ci sono risorse proroga bonus edilizi al 50% e al 36%
A settembre ha ricordato il viceministro all’Economia MAurizio Leo, «Eurostat dovrà verificare l’andamento dei conti con riferimento al 2025. Se si troveranno le risorse si potrebbe – uso il condizionale perché dobbiamo essere molto cauti sulle risorse – eventualmente prorogare ancora una volta questa differenziazione dei bonus per gli interventi di ristrutturazione, al 50% per le prime case e al 36% per le seconde». Al “pacchetto” sarebbe associata «la riproposizione del bonus mobili». Ma «dobbiamo vedere come vanno i conti perché è assolutamente necessario essere prudenti in questa fase» ha aggiunto Leo.
Che ha parlato anche della tassazione sugli affiti per i locali commerciali: «L’obiettivo è arrivare a un meccanismo di cedolare secca, sottraendo alla tassazione progressiva questa categoria di affitti» ha fatto sapere. Per negozi e botteghe «è stata già prevista una norma di legge (un intervento nella legge di bilancio del 2019 per immobili categoria C1 sotto i 600 metri, ndr), trovando le risorse si può vedere di adottare una misure di questo genere», ha aggiunto. Per poi riconoscere che «tenere differenziati locazione commerciali e abitative non è un aspetto che rientra nei meccanismi impositivi, è una sperequazione che non ha senso, ma dobbiamo vedere le risorse che possiamo mettere a terra».








-U84866107424uOY-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpeg?r=1170x507)

