Le temperature globali
L’indagine prevede che nel periodo compreso tra il 2026 e il 2030 le temperature medie globali annuali in prossimità della superficie saranno tra 1,3 e 1,9 gradi al di sopra della media del periodo 1850-1900. Secondo l’Omm c’è un 91% di probabilità che almeno un anno del periodo 2026-2030 veda le temperature superare di più di 1,5 gradi la media dell’ultimo cinquantennio dell’Ottocento.
Questo livello era stato temporaneamente superato anche nel 2024, quando la temperatura registrata ha oltrepassato quella soglia di 1,55 gradi. L’Omm ritiene tuttavia che ci sia una probabilità inferiore all’1% che in uno di questi cinque anni la temperatura superi di due gradi la media del periodo 1850-1900.
A risentire del riscaldamento globale sarà soprattutto l’Artico. L’Omm prevede che nei prossimi cinque inverni (da novembre a marzo) le temperature artiche saranno 2,8 gradi più alte di quelle medie per il periodo 1991-2020: si tratta di un’anomalia 3,5 volte superiore rispetto alla media di quelle registrate a livello globale nello stesso lasso di tempo. Il ghiaccio marino, poi, è destinato a ridursi ulteriormente. Tra il 2026 e il 2035 saranno particolarmente colpiti i mari di Barents, di Bering, di Okhotsk.
Le precipitazioni
Il report dell’Organizzazione meteorologica mondiale segnala poi che tra quest’anno e il 2030, nelle cinque stagioni invernali estese (tra novembre e marzo), alle alte latitudini nell’emisfero settentrionale pioverà di più rispetto alla media. Nelle zone subtropicali – in particolare in quelle dell’emisfero australe – si assisterà invece probabilmente a un calo delle precipitazioni.
L’aumento delle precipitazioni ai tropici e ad alte latitudini rispetto al 1991-2020 e la riduzione delle stesse nelle regioni subtropicali – specialmente nell’emisfero meridionale – è in linea con le aspettative nel contesto di un clima sempre più caldo.










