A ottobre 2026 l’inflazione sale a +5,4% (da +4,2% di settembre) su base annua, tornando al livello registrato ad agosto 2023. Mentre +0,9% è il dato su base mensile. Lo comunica l’Istat nella stima preliminare (il dato definitivo sarà diffuso il 17 novembre). Gli analisti avevano sì stimato un dato in crescita (+4,7%) ma non a questi livelli. L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei beni energetici (da +22,6% a +31,4%), ancora influenzato dal quadro geopolitico internazionale. Ma in un paese dove il trasporto delle merci avviene soprattutto su gomma, i rincari iniziano ormai a trasmettersi anche agli altri comparti: un contributo all’inflazione si deve anche al settore alimentare, soprattutto alla componente dei prodotti non lavorati (da +5,5% a +7,5%), e ad alcune tipologie di servizi, in particolare quelli relativi ai trasporti (da +1,6% a +3,1%).

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Sale anche il carrello della spesa

Il cosiddetto “carrello della spesa” (cioè i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ma non i carburanti) accelera (da +1,5% a +2,5%), come pure accelera l’indice dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (che invece tiene conto dei carburanti): da +5,2% a +5,8%. L’inflazione di fondo (quella al netto delle componenti più volatili, ovvero i beni energetici e gli alimentari freschi) si attesa a +2,0% (da +1,6%).

Inflazione acquisita per il 2026 già al 3,4%

L’inflazione acquisita a ottobre, per il 2026, quella che si avrebbe cioè se indice restasse fermo nella restante parte dell’anno, risulta pari al +3,4%. Superata di slancio la recente stima fatta a metà ottobre dall’Fmi (3,3%) per il dato totale del 2026.

Gasolio a +37,7%, frena la crescita della benzina

I prezzi dei beni riflettono principalmente le tensioni sui prezzi nel settore energetico (da +22,6% a +31,4%; +5,9% su settembre), che coinvolgono entrambe le componenti. Per gli energetici regolamentati (da +25,8% a +59,5%; +18,8% su settembre), sono in accelerazione sia i prezzi del Gas di città e gas naturale mercato tutelato (da +47,0% a +56,8%; +5,5% su settembre) sia quelli dell’Elettricità mercato tutelato (da +9,7% a +60,2%; +34,1% su settembre). Per quanto attiene agli energetici non regolamentati (da +22,5% a +29,4%; +4,9% su settembre), l’accelerazione della crescita dei prezzi è diffusa e particolarmente marcata per quelli del Gas di città e gas naturale mercato libero (da +16,7% a +35,7%; +16,0% su settembre), dell’Elettricità mercato libero (da +22,8% a +32,0%; +5,5% su settembre), del Gasolio per riscaldamento (da +38,5% a +45,6%; +4,8% su settembre) e del Gasolio per mezzi di trasporto (da +34,9% a +37,7%; +1,6% su settembre); solamente i prezzi della Benzina registrano un lieve rallentamento della crescita (da +21,8% a +19,4%; -2,5% su settembre). Qui ha pesato il tetto ai prezzi stabilito fino a fine dicembre da alcune compagnie.

Balzo dei prezzi degli alimentari freschi

Nel settore alimentare, il ritmo di crescita dei prezzi risulta in aumento (da +1,7% a +2,7%; +1,0% su settembre), soprattutto per effetto della consistente accelerazione di quelli della componente non lavorata (da +5,5% a +7,5%; +1,8% su settembre), spinta dagli aumenti dei prezzi di Ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi (da +8,5% a +12,7%; +3,1% su settembre) e di quelli di Frutta e frutta a guscio (da +0,5% a +4,3%; +3,4% su settembre). Per gli Alimentari lavorati, i prezzi mostrano un’attenuazione della flessione tendenziale e un aumento in termini congiunturali (da -0,6% a -0,2%; +0,5% su settembre).

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