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Home » Integratori, in Europa il business corre il triplo che in Italia. E il 25% si vende online
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Integratori, in Europa il business corre il triplo che in Italia. E il 25% si vende online

Sala StampaDi Sala StampaMaggio 22, 20263 min di lettura
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Integratori, in Europa il business corre il triplo che in Italia. E il 25% si vende online

Il business degli integratori alimentari in Europa ha raggiunto quota 24 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 10% in un anno, il triplo rispetto all’Italia dove il mercato vale oltre 5 miliardi ed è aumentato del 3,4% rispetto al 2024. Altra marcata differenza è data dagli acquisti online arrivati a coprire, a livello europeo, un quarto del mercato (25%, dato trainato dalla Germania), mentre in Italia il web copre ancora solo l’8% del mercato; a dimostrazione di come il canale fisico e il consiglio del farmacista restino centrali per gli italiani ma anche, forse, di una minore propensione e una maggiore prudenza dei consumatori (più della metà crede erroneamente che sia necessaria una prescrizione medica, mentre nessun integratore la richiede). I dati sono emersi oggi nel corso dell’assemblea annuale 2026 di “Integratori & Salute”, l’associazione di categoria parte di Unione Italiana Food e aderente a Confindustria, a Milano.

In Europa le tipologie più vendute sono rappresentate dagli integratori vitaminici e minerali (34,5% del valore) seguite dagli integratori per l’apparato gastro-intestinale (19,2%). Subito dopo ci sono quelli per la tosse e il raffreddore (8,1%), per l’apparato urinario e riproduttivo (6,9%), tonici e stimolanti (6,8%) e gli integratori che sostengono calma, sonno e umore (6,2%).
I maggiori trend di crescita riguardano principalmente gli integratori per la bellezza (+13%), quelli relativi all’apparato urinario e riproduttivo (11%) e quelli che aiutano a contrastare il dolore (11%).

Per quanto riguarda, invece, l’innovazione, l’indagine Iqvia ha messo in evidenza come il settore si stia muovendo verso direzioni ben precise come la ricerca, che porta avanti nuove evidenze scientifiche, l’evoluzione dei formati, nuove tecnologie di prodotto e l’integrazione di servizi e soluzioni digital health.

In Italia 35 milioni di consumatori hanno utilizzato integratori e almeno uno su tre li assume regolarmente. La classifica dei più venduti vede in testa quelli per le difese immunitarie (39%) e per l’energia fisica (37%), seguiti dagli integratori per bisogni più specifici, come aiuto per le ossa, supporto alla dieta, bellezza, intestino. Anche quelli per il sonno, stress o umore (18%) e concentrazione (16%) raccolgono una buona fetta di mercato.

Il presidente di Integratori & Salute, Germano Scarpa, ha sottolineato oggi la necessità di un’armonizzazione europea delle normative in materia di integratori, in quanto l’attuale frammentazione penalizza l’innovazione e le aziende che investono in alta qualità, come quelle italiane.
«Le maggiori difficoltà che incontriamo oggi a livello europeo – ha detto Scarpa – derivano dall’assenza di una normativa specifica per gli integratori. Le norme di riferimento per il nostro comparto sono infatti quelle che disciplinano gli alimenti e pongono diversi limiti all’innovazione del settore. In Paesi extra-europei, come a esempio gli Stati Uniti, le imprese godono di maggior elasticità nel fare ricerca e nella possibilità di introdurre non tanto nuovi nutrienti, ma almeno di modificare i dosaggi in uso di quelli noti, trovando nuove funzionalità metaboliche. In Europa abbiamo ricercatori che effettuano studi scientifici sui nutrienti, mettendo spesso in luce nuove possibilità di health claim, ma poi si bloccano – ha spiegato – perché a livello normativo non riescono ad andare avanti. Oltreoceano, invece, nel momento in cui viene dimostrato scientificamente l’effetto metabolico di un nutriente, questo può comparire nell’etichetta dei prodotti».

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