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Home » Irpef, bonus casa e stop a regime al bollo auto: i 10 punti del Fisco nell’agenda della manovra
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Irpef, bonus casa e stop a regime al bollo auto: i 10 punti del Fisco nell’agenda della manovra

Sala StampaDi Sala StampaSettembre 19, 20264 min di lettura
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Irpef, bonus casa e stop a regime al bollo auto:  i 10 punti del Fisco nell’agenda della manovra

Flat tax sui rinnovi contrattuali

Per restare sulle tasse piatte ci sono poi quelle da rinnovare c’è anche quella sui rinnovi contrattuali. In pratica, gli incrementi retributivi corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione di rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, sono tassati con un’imposta sostitutiva (di Irpef e addizionali locali) del 5% nel caso in cui la soglia di reddito del 2025 non fosse superiore a 33mila euro. In base a quanto previsto dalla relazione tecnica alla manovra 2026 sono circa 3,8 milioni di lavoratori i beneficiari potenziali dell’imposta sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del privato nel 2026, in attuazione dei rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026. Sia la premier Giorgia Meloni che il ministro del Lavoro Marina Calderone hanno manifestato l’intenzione di rinnovare la misura in manovra in un pacchetto di misure per sostenere buste paga e produttività.

Notturni e lavoro nei festivi

Proprio nell’ottica di sostenere buste paga e produttività, nell’elenco dei candidati a entrare in manovra c’è anche la conferma della tassa piatta del 15% per i lavoratori dipendenti del settore privato, entro un limite annuo di 1.500 euro, su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, maggiorazioni e indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni (previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro). La manovra dello scorso anno, che aveva introdotto la misura per il solo 2026, ne aveva definito i confini ai dipendenti privati con reddito non superiore a 40mila euro (utilizzando il 2025 come periodo di riferimento).

La detassazione delle tredicesime

Altro vantaggio fiscale in cerca di coperture e di una concreta messa a terra è la detassazione delle tredicesime, passando anche in questo caso per una Flat tax. Nelle intenzioni della politica sarebbe un ulteriore sollievo per i redditi più bassi. Con un’aliquota al 15% per i redditi fino a 15mila euro l’operazione costerebbe mezzo miliardo. Ma nei giorni scorsi il presidente della commissione Finanze della Camera Marco Osnato ha sottolineato come si possa pensare di investire ulteriormente sul punto azionando sia la leva dell’imposta sostitutiva che della soglia di reddito. Il tentativo di alleggerire il carico fiscale in occasione del periodo natalizio era stata già “messa a terra” nel 2024 con il bonus una tantum di 100 euro per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28mila euro e con almeno un figlio fiscalmente a carico: misura che era stata adottata proprio in attesa «dell’introduzione del regime fiscale sostitutivo» previsto dalla delega fiscale. Ora la manovra rappresenta l’extra time per realizzare e dare continuità a una misura pensata nella riforma fiscale per abbattere il prelievo sui lavoratori dipendenti e consentire così un maggiore potere d’acquisto, sostenendo la domanda in occasione delle festività natalizie.

Cedolare secca sui piccoli negozi

Sul fronte della fiscalità immobiliare, invece, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha aperto all’ipotesi di estendere la cedolare secca sugli affitti anche ai negozi. La necessaria premessa di Leo è quella di «trovare le risorse». L’intervento «se si trova un giusto equilibrio» sarà «limitato a certe categorie», ha spiegato. Un riferimento c’è già ed è il caso rimasto (per ora isolato) dell’applicazione del regime di tassa piatta previsto per il 2019. Solo per i contratti stipulati quell’anno era stato previsto che i canoni di locazione di immobili in categoria C/1 di superficie non superiore a 600 metri quadrati di proprietà di persone fisiche potessero essere tassati con la tassa piatta al 21% invece dell’Irpef ordinaria. Tra le ipotesi circolate c’è anche quello di ridurre il requisito della superficie, che così com’era nell’edizione 2019 guardava potenzialmente a 1,5 milioni di proprietari persone fisiche di immobili. Va ricordato che era stata la delega fiscale a riaccendere la speranza di un prelievo agevolato sugli immobili commerciali locati a imprese e professionisti, ma il principio è rimasto inattuato proprio per assenza di risorse.

Il rinnovo dei bonus edilizi

Sempre in tema casa tra le misure in cerca di conferma c’è anche l’assetto attuale anche i bonus edilizi per i lavori di ristrutturazione. Senza un intervento, infatti, la misura dell’agevolazione scenderebbe al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le altre (come le case a disposizione e quelle sfitte). Una proroga del meccanismo attualmente in vigore garantirebbe, invece, il 50% per i lavori sull’abitazione principale e il 36% per le altre abitazioni. A questo si potrebbe aggiungere anche una conferma del bonus mobili ed elettrodomestici, che scade il prossimo 31 dicembre e allo stato attuale può contare su un’aliquota di detrazione è al 50% per tutte le abitazioni entro un limite di spesa di 5.000 euro annui.

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