Trentatré milioni di certificati attivi, sette miliardi di firme l’anno, 233 marche temporali emesse ogni secondo. Gli italiani hanno adottato la firma digitale più e meglio di quasi tutti i vicini europei: il 65% dei cittadini ne è già in possesso.
Gli italiani puntano sulla sicurezza
A fare la differenza non è solo il volume. L’Italia ha puntato sulla firma qualificata — il livello massimo di sicurezza, con valore legale equivalente alla firma autografa — mentre nel Nord Europa si sono diffuse soprattutto soluzioni di firma elettronica avanzata, standard intermedio. Una scelta più esigente, che ha imposto standard elevati a cittadini e imprese nei rapporti con la pubblica amministrazione.
L’Eudi Wallet
Quegli standard sono ora diventati il punto di arrivo per tutta l’Unione europea. Il regolamento eIDAS 2, in vigore dal 20 maggio 2024, punta a uniformare i livelli tra i 27 Stati membri e a introdurre il portafoglio europeo di identità digitale (Eudi Wallet) entro dicembre 2026. A regime, la firma qualificata diventerà il default per le transazioni transfrontaliere: l’Italia ci è già. Su questo scenario Tinexta Infocert, Qualified Trust Service Provider attivo in oltre venti paesi, ha presentato oggi una piattaforma di firma unificata a uso internazionale.
L’Europa resta intanto l’unico mercato al mondo in cui una firma digitale ha valore legale automatico in tutti gli Stati membri — circa 20 milioni di firme al giorno solo in Italia, quasi 840mila ogni ora.
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