Nell’Aula del Senato sono iniziate le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Al termine, intorno alle ore 10, la premier andrà come da prassi alla Camera per consegnare il testo del suo discorso per poi tornare a Palazzo Madama per assistere alla discussione generale (al momento sono 18 i senatori iscritti a parlare) e per la sua replica agli interventi. Dopo le dichiarazioni di voto e il voto sulle risoluzioni che i gruppi presenteranno, Meloni si sposterà nuovamente a Montecitorio alle ore 15.15.
I temi in agenda: competitività, Ucraina, prossimo Quadro finanziario pluriennale, Medio Oriente, difesa e sicurezza europee, migrazione, allargamento UE e riforme. La premier al suo arrivo è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.
“L’Ue chiamata a scelte sempre più complesse”
“Sono sempre più numerose e complesse le scelte che l’Ue è chiamata a compiere per difendere la capacità di restare competitiva e sicura” ha detto la premier nel corso delle comunicazioni in Senato.
“La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia” e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia” e “nessuno può rispondere efficacemente da solo” per questo serve “una risposta coordinata e rapida”.
“Decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione”
“Il primo tema sul quale voglio soffermarmi è la competitività. Il Consiglio Europeo farà il punto sull’attuazione dell’agenda ‘One Europe, One Market’ e sui progressi compiuti per approfondire il mercato unico, semplificare le regole, ridurre gli oneri amministrativi e velocizzare le procedure di pianificazione e autorizzazione. Sono obiettivi sui quali l’Italia insiste da tempo. Però, la questione che oggi pesa più di tutto sulla competitività della nostra economia è un’altra: il costo dell’energia. Lo abbiamo detto molte volte: non possiamo chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione. A maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico. Le tensioni sulle principali rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento incidono sulla sicurezza e sul prezzo dell’energia e dei carburanti. Aumentano i costi di trasporto e assicurazione e, alla fine, si scaricano sulle bollette, sul carrello della spesa e sui conti delle imprese” ha detto la presidente del Consiglio.
“Intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca”
“L’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa” ha detto, inoltre, Meloni spiegando che “l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.
“Posizione governo italiano non cambia. Sostegno a Kiev”
“La posizione del governo non cambia. Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione” ha detto la presidente del Consiglio.
“Se l’E3 pensa di far meglio sull’Ucraina almeno abbia un mandato ufficiale”
Se “Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti” ha dichiarato poi Meloni ribadendo che sul processo di pace per l’Ucraina bisogna “fare in modo che l’Europa non resti a guardare” e chiedendo che “i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell’Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse”.
“Fondi per la Difesa non sottratti agli ospedali, non siamo guerrafondai”
“Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive” per le spese per la difesa ma “non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola, se non li spendessimo per la Difesa non potremmo spenderli in altro, chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte” al welfare “da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo” dice la presidente del Consiglio.
“Chiediamo all’Ue di proteggere le infrastrutture critiche da minacce ibride”
Davanti alla “escalation degli attacchi ibridi russi” è richiesta “una risposta europea, e l’Italia porterà a Bruxelles alcune priorità che considera fondamentali. Proteggere le nostre infrastrutture critiche: equi penso a reti energetiche, cavi sottomarini, porti, aeroporti, e al dominio subacqueo, nel quale l’Italia ha competenze di eccellenza; sostenere l’industria italiana nel dare un contributo decisivo ai sistemi anti-drone e antimissile; ribadire che la sicurezza dei confini dell’Unione è indivisibile, e questo significa che mentre contribuiamo a sostenere il fianco Est non possiamo accettare il rischio che si perda di vista il fianco Sud”.
Medio Oriente, “mantenere aperto dialogo con Israele, ricordare pogrom del 7 ottobre”
“Tra i temi all’ordine del giorno del Consiglio ci sarà ovviamente anche il Medio Oriente. Una settimana fa, a Spalato abbiamo ricordato i tre anni del barbaro attacco del 7 ottobre. Credo che sia importante ricordarlo anche oggi perché qualsiasi legittimo approccio critico verso le azioni del governo israeliano negli anni successivi non può e non deve mai farci dimenticare quello che è stato il più orrendo pogrom dai tempi della Shoah, pianificato ed eseguito da Hamas. Soprattutto nel momento in cui l’antisemitismo sembra rialzare la testa in molte nazioni. La sicurezza dello Stato di Israele quindi non può essere messa in discussione e continuo a ritenere che con Israele sia necessario mantenere aperto ogni canale di dialogo” ha detto Meloni.
“Ci opponiamo con forza ad annessione e spostamento forzato dei palestinesi”
“La sicurezza dello Stato di Israele non può essere messa in discussione. E continuo a ritenere che con Israele sia necessario mantenere aperto un canale di dialogo. Dopodiché, però, ci preoccupa il perdurare della presenza israeliana nel sud del Libano, in Siria, a Gaza. E in Cisgiordania assistiamo a una pressione sulla popolazione palestinese che è intollerabile. Come abbiamo scritto insieme a Francia, Germania, Regno Unito ealtri partner, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. E ci opponiamo con forza a chi sostiene l’annessione elo spostamento forzato della popolazione palestinese” ha poi sottolineato la presidente del Consiglio.
“A Gaza situazione drammatica, servono più aiuti e in fretta”
“A Gaza la situazione resta drammatica. Servono più aiuti e servono in fretta. E serve un’iniziativa politica per verificare se Hamas sia davvero disposta a deporre le armi. Sarebbe la svolta di cui abbiamo bisogno, e aprirebbe la strada alla ricostruzione, nell’interesse – prima di tutto – della popolazione civile”.
Risoluzione maggioranza: “Diplomazia per una pace giusta, mantenere pressione sulla Russia”
“Garantire la continuità del sostegno multidimensionale alla popolazione ucraina, anche in vista dell’inverno, e sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina”. Questo uno dei punti di impegno della risoluzione che la maggioranza ha predisposto in Senato che sarà presentata dopo le comunicazioni della premier sul Consiglio europeo. “In coordinamento – si aggiunge – con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale”. Accanto a questo si chiede di puntare alla “designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell’insieme degli Stati membri”. Nello stesso tempo il documento chiede di “non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa”.
Bilancio europeo, “firmeremo solo accordo giusto per l’Italia”
Per quanto riguarda il bilancio europeo, “entriamo ora nella fase più delicata”, “la presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l’obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell’anno. Noi non siamo contrari per principio a questo obiettivo, ma deve essere chiaro che la data non può diventare più importante del contenuto. Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia” ha detto la presidente del Consiglio.












