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Home » Le nubi in Medio Oriente sui progetti del gruppo Arav: «Ma continuiamo con la nostra strategia di crescita»
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Le nubi in Medio Oriente sui progetti del gruppo Arav: «Ma continuiamo con la nostra strategia di crescita»

Sala StampaDi Sala StampaMarzo 3, 20263 min di lettura
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Le nubi in Medio Oriente sui progetti del gruppo Arav: «Ma continuiamo con la nostra strategia di crescita»

«Per l’8 marzo avevamo programmato un grande evento, con mille ospiti, per presentare l’avvio dei lavori delle torri John Richmond a Dubai. Ora è tutto sospeso, vedremo cosa accadrà»: c’è una naturale preoccupazione nelle parole di Mena Marano, ceo del gruppo campano Arav, al quale dal 2017 fa capo il marchio John Richmond. Nove anni di investimenti per il suo rilancio, con risultati visibili, avrebbero avuto come culmine proprio l’avvio del primo progetto legato all’immobiliare, John Richmond Real Estate, sviluppato in partnership con Mira Developments, pronto a partire con il lancio della prima fase con sette torri residenziali e oltre 300 appartamenti. «Il Medio Oriente è strategico per noi – prosegue la ceo di Arav –. Siamo presenti in modo capillare, con negozi negli Emirati, in Arabia, Qatar, Kuwait. Il 2 febbraio avevamo partecipato con John Richmond alla Dubai fashion week, e abbiamo appena avviato i contatti per aprire un negozio a Riyadh».

Un look della collezione John Richmond AI 26-27

Certo in questa apprensione il gruppo Arav – al quale fanno capo, oltre a John Richmond e ai suoi marchi collaterali, anche Silvian Heach e cinque brand di moda junior in licenza, da Cavalli a Trussardi Kids – non è da solo, visto che il Medio Oriente, soprattutto dopo il rallentamento della Cina, era considerato la regione più promettente per il mercato globale della moda e del lusso. Il Consenus di Altagamma, lo scorso novembre, ne stimava una crescita del 6%, la più alta di ogni altra regione del pianeta. Tuttavia, se questo resta in attesa, non si fermano gli altri, numerosi progetti di Arav: «Al Salone del Mobile di aprile avremo un grande stand di 500 mq in cui presenteremo il progetto di home collection, realizzato in collaborazione con Formaitalia, dopo il lancio di una capsule di sedute lo scorso anno – prosegue Marano -. Il 5 marzo, a New York , presenteremo la capsule Eva Leah for John Richmond Kids da Saks Fifth Avenue, progetto che sarà a Miami in aprile».

Mena Marano, ad gruppo Arav

A Londra, intanto, la sfilata della collezione A-I 26-27 di John Richmond, lo scorso 23 febbraio, è stata un successo: «Abbiamo avuto un ottimo riscontro, il brand ha riconquistato molta visibilità, certamente ha aiutato anche la bellezza della location, la cripta della chiesa di St Martin-in-the-Fields a Trafalgar Square. Abbiamo lanciato una nuova linea di gioielli a Vicenzaoro, occhiali, profumi; stiamo preparando le valigie con Roncato e abbiamo confermato la storica licenza con il calzaturificio Zengarini di Montegranaro. Vogliamo valorizzare questo brand sempre di più, e stiamo guardando anche a eventuali opportunità di apertura del capitale per ampliarne la presenza nei mercati internazionali, come gli Stati Uniti».

Ad Arav fa capo pure Silvian Heach, fondato dal gruppo nel 2002: «Abbiamo in programma 20 nuovi negozi nei prossimi tre anni – prosegue l’imprenditrice –. Siamo ben distribuiti in Europa e stiamo approcciando Stati Uniti e Canada, sempre con un posizionamento di prodotto molto chiaro, con un ottimo rapporto fra qualità, stile e prezzo che è poi la forza del marchio». In sviluppo inoltre la divisione bambino, forte dell’expertise di Arav nel segmento: «Stiamo anche qui valutando nuove opportunità», dice Marano. Per attuare questi ambiziosi piani, l’azienda ha di recente deciso di rinnovare il suo management: «La nostra nuova chief financial officer (cfo), Silvia Menigatti, proviene dal mondo del private equity, con una grande esperienza. Abbiamo inserito poi altri due profili chiave, fra cui un nuovo capo delle operations specializzato nell’applicazione di programmi di intelligenza artificiale. È necessario aprirsi, se si vuole crescere».

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