Si fa pesante l’aria nella Lega. A partire dalla manovra. Con le richieste recapitate a Giancarlo Giorgetti di aumentare la dotazione del fondo triennale di 850 milioni per le pensioni, per consentire l’uscita a 64 anni, e di azzerare i tagli nella scuola. Un pressing sul ministro dell’Economia passato anche attraverso l’avvicendamento del relatore leghista per la legge di bilancio. Alberto Gusmeroli (responsabile del dipartimento Economia del partito e a capo della commissione Finanze) ha infatti sostituito in corsa la “giorgettiana” Silvana Comaroli, relatrice anche due anni fa. Una svolta che ha provocato gli strali delle opposizioni («Così Salvini commissaria Giorgetti. Trovo indegno che il presidente di un’altra commissione commissari le deputate per un redde rationem nella Lega», ha attaccato Elena Bonetti di Azione).
La resa dei conti nel partito
A palazzo Madama è partita invece la resa dei conti post Congresso. Con la maggior parte dei senatori del gruppo che hanno firmato per chiedere la rimozione da capogruppo del “ribelle” Massimiliano Romeo (il più quotato per prenderne il posto è il friulano Marco Dreosto), sponsor della candidatura di Massimo Garavaglia e capofila dei dissidenti nordisti sconfitti al congresso che ha riconfermato Matteo Salvini alla guida del partito dieci giorni fa. Romeo non ha intenzione di dimettersi e aspetta il redde rationem nell’assemblea del gruppo prima di fare il passo indietro. Tra le ipotesi circolate anche quella del commissariamento della Lega lombarda, guidata sempre da Romeo, per lanciare un segnale ancora più chiaro contro il capofila dei contestatori della leadership salviniana, nel tandem con il governatore Attilio Fontana.
Segreteria politica da definire
La resa dei conti è stata accolta con «rammarico» da Garavaglia :«Evidentemente – ha attaccato – non c’è la volontà di unire come mi sembrava fosse emerso dal congresso», ma di «allargare il divario di posizioni nel partito». Più difficile ora il suo ingresso nell’esecutivo della Lega. Dopo l’apertura di Salvini affidata al libro di Bruno Vespa («se Garavaglia è d’accordo, entrerà in segreteria»), in attesa della ufficializzazione della proposta, l’ex ministro del Turismo aveva legato infatti la possibile accettazione alla ricomposizione delle tensioni interne. L’ex Doge Luca Zaia sarebbe disponibile ad accogliere l’invito di Salvini a entrare nella squadra. Ma non filtrano recenti contatti ufficiali tra i due. Tra i nomi in pole quelli dei vicesegretari uscenti Claudio Durigon e Silvia Sardone, e il capogruppo alla Camera Maurizio Molinari. Ma l’identikit dei 9 membri del nuovo organismo voluto dal leader leghista per «allargare la squadra» è ancora un rebus.
Il consiglio federale oggi
Tanto che nel consiglio federale convocato oggi pomeriggio a Milano (il primo dopo il congresso) non dovrebbero arrivare annunci ufficiali. Probabile che Salvini si prenda più tempo. Spazio invece a nomine di default come quella del responsabile degli enti locali e del tesoriere (si va verso la conferma di Alberto Di Rubba) fino alla new entry del coordinatore federale delle segreterie regionali su cui circola il nome di Andrea Crippa. Sul tavolo del consiglio federale anche i nodi della manovra, l’autonomia differenziata e l’ok al nuovo simbolo (“Lega Italia federale” al posto di “Lega per Salvini premier”).









