Non c’è pace a Madrid, la panchina dei Blancos torna ad accendersi, come riportato da The Athletic, José Mourinho è in cima alla lista delle preferenze del presidente Florentino Perez. A distanza di tredici anni dall’addio nel 2013, il tecnico portoghese è di nuovo al centro delle discussioni a Madrid, con il presidente del Real che considera seriamente di riportare lo Special One al Santiago Bernabéu. Secondo diverse fonti spagnole e portoghesi, Mourinho è il favorito per la successione di Álvaro Arbeloa, il cui addio a fine stagione appare probabile in un contesto di stagione complessa per i Blancos.
Il rapporto tra Mourinho e il Real Madrid è profondo e storico. Tra il 2010 e il 2013, il portoghese ha conquistato una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa spagnola, imponendo il suo stile offensivo e combattivo nel duello epico con Josép Guardiola e il Barcellona. Pérez, che non ha mai smesso di stimare Mourinho, mantiene contatti regolari con lui e lo considera un “allenatore di carattere” capace di riportare disciplina e successi in un momento di transizione. Insomma, una mossa strategica per rafforzare la squadra dopo la recente sconfitta e uscita in Champions League contro il Bayern, che ha evidenziato carenze difensive.
Attualmente, lo Special One guida il Benfica con una stagione da record, imbattuto in campionato e in corsa per il titolo. Il suo contratto, firmato nel 2025, prevede una clausola “ponte” di circa 6 milioni di euro lordi valida solo fino alla fine di maggio, creando un’opportunità per il Real Madrid di strapparlo al club lusitano se Pérez decide di agire rapidamente. Mourinho dalle voci che circolano, sarebbe entusiasta all’idea di tornare ai Blancos, ma la decisione finale dipende dal presidente e dalle tempistiche. Il Benfica, però, potrebbe resistere per il valore aggiunto del tecnico.
Il ritorno di Mourinho è una scelta controversa: un nuovo ciclo al Bernabéu non cancellerebbe i dubbi sul suo modello di calcio, spesso accusato di essere “datato” rispetto alle esigenze moderne, ma potrebbe rilanciare l’identità dei Blancos: grinta, disciplina e un’ossessione per il risultato che in un’epoca di tatticismi e filosofi della palla fa ancora rumore. Se il matrimonio dovesse concretizzarsi, il Real non avrebbe solo un allenatore: avrebbe un simbolo, un narratore, un generalissimo capace di raccendere l’aria del Bernabéu. Che Mourinho vinca o perda, il suo eventuale ritorno rimarrebbe, comunque, una delle ultime grandi storie dell’era Pérez.











