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Salute

Liste d’attesa: + 2 mln di cure nei tempi ma 4 mln di visite ed esami «fuori»

Sala StampaDi Sala StampaOttobre 22, 20266 min di lettura
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Liste d’attesa: + 2 mln di cure nei tempi ma 4 mln di visite ed esami «fuori»

Oltre 2 milioni di prenotazioni in più (+10%) cumulate nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2025 e il rispetto dei tempi di garanzia migliorato di qualche punto percentuale sia per le prime visite sia per gli esami, cresciute le prime di 935mila prestazioni – da 8,7 a 9,6 milioni – mentre per la diagnostica si registrano 1,1 milioni accertamenti in più – da 7 a 8,1 milioni – che i cittadini hanno potuto ricevere secondo i criteri di priorità indicati nella ricetta.
Mostra un generale “segno +” il bollettino al 30 settembre elaborato da Agenas, l’Agenzia nazionale dei servizi sanitari regionali, sulla base dei dati inviati alla Piattaforma nazionale liste d’attesa che monitora mese per mese e in ogni Regione quella che è la principale criticità per i cittadini: la difficoltà di accedere alle prestazioni del servizio sanitario nazionale nei tempi appropriati.

Oltre 4 mln di prenotazioni fuori tempo

La controprova del miglioramento si ha nel (lieve) calo delle prenotazioni oltre tempo massimo: per le prime visite si passa da 2,14 a 2,11 milioni (dal 18,9% al 17,2% del totale) mentre gli esami diagnostici prenotati “extra-tempo” si riducono da 1,089 a 1,084 (dal 12,9% all’11,4%). Ma è è proprio qui che il nodo liste d’attesa emerge in tutta la sua chiarezza: ancora oggi il servizio sanitario non riesce a garantire oltre 4 milioni di prestazioni nei tempi fissati, considerando anche le prenotazioni che “sforano” anche magari di un solo giorno. Eliminando queste ultime, in ogni caso ci si attesta su ben 3,2 milioni di prestazioni non erogate entro i tempi di legge. Un gap che si riscontra nelle pieghe dell’analisi Agenas, che dà puntualmente conto dell’andamento per tipologia di visita e per Regione. Con ben sei – Campania, Lazio, Toscana, Calabria, Sicilia e Molise – con performance in peggioramento (per alcune come Lazio e Toscana nell’ambito di una performance che comunque supera il 90% di rispetto dei tempi) sia per le visite che per gli esami.

Appropriatezza sotto la lente

Mentre resta confermato anche in questa rilevazione – l’ultima era di luglio – il tema appropriatezza prescrittiva: quasi il 35% delle ricette per le prime visite infatti si colloca in “classe P” cioè “Programmabile” e quindi erogabile entro 120 giorni: in sette Regioni il ricorso a questa indicazione in ricetta è superiore al 51% e in Campania e in Basilicata supera il 75%. Solo in Toscana, Piemonte, Emilia Romagna e Umbria il ricorso alla classe P si ferma sotto il 25%, range considerato ottimale da Agenas.
E proprio per migliorare l’appropriatezza delle indicazioni sulle classi di priorità indicate in ricetta dai medici prescrittori, così come per ottimizzare la capacità di programmare l’offerta di cure, l’Agenzia ha istituito un tavolo permanente con ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Regioni. Intanto, il Direttore generale Agenas Angelo Tanese pone l’accento sul “work in progress” – «Tutte le Regioni presentano dei margini di miglioramento» – e sull’importanza della Piattaforma voluta dal ministro della Salute Orazio Schillaci: «Il Bollettino conferma un trend strutturale di miglioramento diffuso, segno dell’impegno di tutto il Servizio sanitario sul tema liste d’attesa e non a caso in ogni mese del 2026 la percentuale di rispetto dei tempi di garanzia è stata superiore al corrispondente mese del 2025. Questo grazie alle risorse messe a disposizione, che hanno aumentato la produttività, ma anche per le misure di efficientamento nella gestione delle agende e di un miglioramento della governance» – sintetizza Tanese. Che puntualizza: «La Piattaforma si rivela uno strumento indispensabile per capire dove intervenire e valutare l’impatto delle misure adottate. Oggi non ci muoviamo più al buio. Rileviamo ampi margini di miglioramento che richiedono interventi mirati. Ma conoscere i numeri, seppur necessario, non basta. Per questo stiamo portando avanti con ciascuna Regione un confronto permanente sulle criticità e sulle azioni da intraprendere. Anche se permangono differenze territoriali, tutte le Regioni sono al lavoro per migliorare, con metodo e determinazione, e i risultati iniziano a vedersi», assicura. Poi l’annuncio: «da gennaio 2027, in linea con il nuovo Piano nazionale liste d’attesa, «passerà da 55 a 114 il numero di visite ed esami sotto la lente».

I dati

Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 milioni del 2025 a 21,8 milioni, con un incremento di oltre il 10%. Crescono sia le prime visite specialistiche, da 11,3 a 12,3 milioni (+8,3%), sia gli esami diagnostici, da 8,4 a 9,5 milioni (+13,3%). All’aumento delle prenotazioni corrisponde un miglioramento del rispetto dei tempi di garanzia: per le prime visite la percentuale passa dal 76,9% al 78,6%, mentre per gli esami diagnostici cresce dall’83,3% all’85%.
Migliorano soprattutto le prestazioni urgenti e brevi: per le prime visite classificate come Urgenti (U), da garantire entro tre giorni, il rispetto dei tempi passa dal 78,8% all’81,7%, mentre per quelle in classe Breve (B), da effettuare entro dieci giorni, cresce dal 78,2% all’80,6%. Anche per gli esami si registra un miglioramento: le prestazioni urgenti garantite entro tre giorni passano dal 74,2% al 77,3%, mentre quelle in classe Breve aumentano dal 76,5% al 78,2%. Quanto alle prestazioni differibili, passano dal 70,7% al 73,4% per le prime visite e dall’83,4% all’85,5% per gli esami diagnostici. Le prestazioni programmabili (entro 120 giorni, appunto) restano sostanzialmente stabili per le prime visite con l’84,2%, mentre per gli esami diagnostici migliorano dall’85,8% all’87,1%.

L’analisi delle singole prestazioni “conferma un miglioramento diffuso – sottolineano da Agenas – seppure con differenze tra le diverse tipologie. Segnali incoraggianti, soprattutto per alcune prestazioni che presentano storicamente maggiori difficoltà nei tempi di attesa”. Ma “permangono margini di miglioramento, in particolare per gli accertamenti endoscopici e per alcune visite specialistiche”, è l’osservazione.
Tra le prime visite, quelle oncologiche continuano a registrare la percentuale più elevata di rispetto dei tempi di garanzia, passando dal 93,8% al 95,3%. Miglioramenti significativi anche per la visita fisiatrica, dal 79,3% all’83%, la visita gastroenterologica, dal 71,2% al 73,8%, e quella pneumologica, dal 79,7% all’82,1%. Il recupero più consistente interessa la visita dermatologica, che passa dal 65,8% al 69,9%, pur rimanendo tra le prestazioni con le maggiori criticità.
Tra gli esami diagnostici, il miglioramento più rilevante riguarda la colonscopia, che passa dal 62,8% al 69,3%. Progressi si registrano anche per la gastroscopia, dal 68,6% al 72,6%, per l’ecografia della mammella, dal 78,3% all’82%, e per l’ecografia dell’addome, dall’84,7% all’87%.

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