La catena dunque si ripete ogni volta ed è finalizzata ad evadere il fisco e a negare i diritti ai lavoratori. Della Bcube il pm Paolo Storari scrive: «la società committente, azienda leader nell’ambito della grande distribuzione organizzata, abusa dei benefici offerti dal sistema illecito, neutralizzando il proprio cuneo fiscale mediante l’esternalizzazione della manodopera e di tutti gli oneri connessi. Ciò comporta l’utilizzo di fittizi contratti d’appalto per prestazioni di servizi che dissimulano l’unico, reale oggetto del negozio posto in essere tra le parti, ossia la mera somministrazione di personale effettuata in violazione delle norme».
Per quanto riguarda la Fiege, si parla addirittura di «serbatoi di secondo livello»: Ucsa srl e Consorzio Ucsa, che hanno operato dal 2020 al 2023, vengono sostituite dal 2023 dalla Mag Logistica srl che presenta elementi comuni. «Si è inoltre rilevata la presenza di rapporti di fatturazione tra i serbatoi»: il Consorzio Ucsa oltre a ricevere, emette anche fatture nei confronti di altri soggetti.
Molte le perquisizioni in Italia: nelle province di Milano, Pavia, Alessandria, Rovigo, Treviso, Roma e Potenza nei confronti delle persone fisiche e giuridiche coinvolte (per la responsabilità amministrativa degli enti in relazione agli illeciti penali commessi dai dirigenti della società).
Nei decreti si legge che «è stata individuata una struttura fraudolenta che vede il coinvolgimento di diversi soggetti operanti nei più vari settori commerciali».
A livello giudiziario la procura di Milano si è già occupata di casi analoghi, tra cui quelli che hanno riguardato grandi gruppi come Gls, Uber, Lidl, Nolostand, Geodis, Esselunga, Chiapparoli, Amazon Italia, Fedex, Rhenus.


-U64401155610brZ-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpeg?r=1170x507)







