Fratelli d’Italia, a quanto si apprende, punta a ripresentare in legge di bilancio una serie di emendamenti sulla riapertura del condono edilizio che ricalcano quelli ritirati dalla scorsa manovra e poi dichiarati inammissibili nel decreto Milleproroghe di fine 2025.
L’orientamento sarebbe emerso nel corso di una riunione del partito sulla manovra. Tra le ipotesi al vaglio, quella di una riapertura del condono 2003 anche alle altre regioni, oltre alla Campania che non aveva aderito, e quella di una sanatoria di opere pertinenziali, accessorie e di ristrutturazioni condotte in assenza o in difformità dal titolo edilizio.
La proposta
La riapertura termini riguarderà gli anni precedenti al 2003, se c’è un abuso successivo non rientrerà, ed è pensato per la Campania che non aderì al condono. «Siccome, viene spiegato, ci sono 50mila ordinanze di abbattimento, l’esigenza che arriva dal territorio è riaprire i termini». Se verrà approvato, la palla passerà alla Regione: la giunta Fico avrà 60 giorni di tempo per aderire o no.
Bonelli: Meloni strizza l’occhio all’illegalità
All’attacco Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che bolla l’ipotesi condono come «uno schiaffo agli italiani onesti, a chi le leggi le ha rispettate e ha pagato tecnici, oneri e permessi». Per Bonelli «Giorgia Meloni ha paura di perdere le elezioni e per questo strizza l’occhio all’illegalità. Anzi, la vuole istituzionalizzare». Con il condono «sono gli italiani onesti a pagare il conto. Con le loro tasse dovranno pagare strade, fogne, illuminazione e servizi, cioè le opere di urbanizzazione, per chi ha costruito abusivamente, anche in aree vincolate. Chi ha violato la legge ottiene la sanatoria, e chi l’ha rispettata paga i costi».









