Prevenzione mirata, diagnosi precoce e presa in carico nei centri specialistici per le principali complicanze che possono mettere a rischio la salute di madri e bambini . Sono le priorità descritte nelle linee guida italiane dedicate alla gestione delle gravidanze ad alto rischio, presentate dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo).
Il documento, frutto di un lungo e minuzioso lavoro, coordinato da Tullio Ghi, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Ostetricia e Patologia Ostetrica di Fondazione Policlinico Gemelli, è stato elaborato da un ampio panel multidisciplinare di specialisti dei principali punti nascita italiani e da esperti cardiologi, nefrologi, neonatologi, psicologi, diabetologi, medici legali e rappresentanti di associazioni pazienti, con il contributo di revisori internazionali esterni. Il lavoro, approvato dall’Istituto superiore di sanità è pubblicato nel portale del Sistema nazionale linee guida dell’Iss.
Le linee guida segna una vera rivoluzione nella gestione delle gravidanze complesse in Italia, che ha finora fatto riferimento a linee guida internazionali e coprono i quattro principali ambiti delle complicanze ostetriche: disordini ipertensivi della gravidanza (pre-eclampsia, eclampsia, gestosi), disturbi di accrescimento fetale (restrizione della crescita fetale), diabete mellito insorto in gravidanza (diabete gestazionale) e parto pretermine.
Le strategie più efficaci
Per ciascuna condizione, il documento indica le strategie più efficaci per prevenire, identificare precocemente e trattare la patologia stessa e le sue complicanze cliniche più gravi per la salute materna e neonatale, ribadendo la necessità di indirizzare le gravidanze più complesse ai centri di riferimento.
In pieno inverno demografico, le gravidanze nel nostro Paese sono sempre più ‘a rischio’ e preziose. “In Italia – ricorda il professor Ghi – l’età media della prima gravidanza continua ad aumentare, con un impatto significativo sul rischio di complicanze ostetriche. Questo rende fondamentale disporre di strumenti clinici aggiornati per intercettare e gestire al meglio le gravidanze ad alto rischio. Lo scenario epidemiologico mostra che anche le cittadine straniere seguono questa tendenza: fanno sempre meno figli e in età sempre più avanzata, come se anche loro si stessero adattando ai costumi italiani”.











