Close Menu
Italia Parlare
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Tendenza
Le opposizioni: “Meloni festeggia, l’Italia no”

Le opposizioni: “Meloni festeggia, l’Italia no”

Settembre 4, 2026
Auto da corsa senza pilota, l’ateneo Modena e Reggio Emilia sul tetto del mondo

Auto da corsa senza pilota, l’ateneo Modena e Reggio Emilia sul tetto del mondo

Settembre 4, 2026
Al via il controesodo, bollino rosso sabato e domenica: oltre 27 milioni di veicoli sulle strade

Al via il controesodo, bollino rosso sabato e domenica: oltre 27 milioni di veicoli sulle strade

Settembre 4, 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
Italia Parlare
  • Pagina Principale
  • Ultime Notizie
  • Storie Web
  • Globale
  • Comunicato Stampa
  • Italia
  • Politica
  • Società
  • Economia
  • Salute
  • Sport
  • Stili di Vita
  • Tecnologia
  • Viaggi e Turismo
  • Divertimento
  • Clima
Newsletter Quotidiana
Italia Parlare
Home » Mediterraneo, container previsti in crescita nonostante Hormuz
Economia

Mediterraneo, container previsti in crescita nonostante Hormuz

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 11, 20263 min di lettura
Facebook Twitter Pinterest WhatsApp LinkedIn Email Reddit Telegram
Mediterraneo, container previsti in crescita nonostante Hormuz

Nonostante i traffici nello Stretto di Hormuz si siano ridotti del 95% e la situazione geopolitica in Medioriente pesi anche sui traffici di Suez, la movimentazione di merci in container nel Mediterraneo aumenta ed è prevista in crescita almeno fino al 2030. È quanto emerge dal Rapporto italian maritime economy 2026 di Srm, il centro studi che fa capo a Intesa Sanpaolo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Lo studio è stato presentato a Napoli e mette in luce, tra l’altro, che, a dispetto delle tensioni geopolitiche e del ridotto utilizzo del Canale di Suez, il Mare nostrum «continua a rafforzare il proprio ruolo strategico nel commercio mondiale. Nel 2025 i principali porti container dell’area hanno movimentato oltre 72 milioni di teu (unità di misura pari a un container da 20 piedi), con una crescita complessiva del 5,9%». Anche «il traffico container intramediterraneo continua a espandersi: nel 2025 i volumi sono cresciuti del 6,3% rispetto all’anno precedente, superando i 3,2 milioni di teu». Peraltro, pur con l’andamento tutt’altro che incoraggiante della situazione a Hormuz, «le previsioni al 2030 – sottolinea il report di Srm – indicano una crescita del traffico container mediterraneo del 15% nel quinquennio, pari a un tasso medio annuo del 2,8%, superiore alla media mondiale».

Quanto ai porti italiani, «nel 2025 le Autorità di sistema portuale hanno movimentato complessivamente 511 milioni di tonnellate di merci (+3,5%)», con tutti i principlai segmenti di traffico in crescita (rinfuse liquidi, contenitori e ro-ro). Il traffico container, poi, «ha raggiunto i 12,8 milioni di teu (+7,1%), sostenuto soprattutto dalla forte crescita delle attività di transhipment (+13,3%)».

Secondo Massimo Deandreis, direttore generale di Srm, i porti italiani e mediterranei continuano a crescere più della media «perché le tensioni geopolitiche non stanno fermando il commercio marittimo, ma lo stanno riorganizzando. In questa fase, il Mediterraneo sta rafforzando la propria centralità come piattaforma di connessione tra Europa, Asia, Africa e Medioriente. Le imprese e i carrier cercano rotte più resilienti, maggiore diversificazione e porti capaci di garantire continuità operativa. I porti italiani e mediterranei crescono perché sono dentro questa nuova geografia: non sono solo punti di transito, ma infrastrutture strategiche per la sicurezza economica, l’energia, l’industria e le catene logistiche europee. Lo dimostra anche il confronto con il Northern range: oggi i porti container del Mediterraneo movimentano più dei grandi scali del Nord Europa. Dieci anni fa sarebbe stato molto meno scontato».

Riguardo alla situazione in Medioriente, Deandreis sottolinea che, «prima della crisi, Hormuz era uno dei principali snodi energetici del mondo: vi transitavano il 37% del greggio, il 28% del Gpl e il 19% del Gnl via mare, mentre, per i container, la quota era più contenuta: intorno al 3%. Oggi, quanto a volumi, siamo in una fase di forte volatilità; ma il punto centrale è evidenziare che i transiti nello Stretto si sono ridotti di circa il 95% rispetto alla normalità. È un dato che mostra la fragilità dei chokepoint: anche quando il peso container è limitato, l’impatto su energia, costi, assicurazioni, rotte e noli può propagarsi rapidamente all’intera economia marittima globale. Allo stesso tempo, i grandi carrier stanno reagendo con rapidità, attivando percorsi alternativi e soluzioni intermodali che integrano mare, strada e ferrovia, soprattutto nella Penisola Arabica. È un segnale chiaro: nella nuova logistica globale l’efficienza passa dalla capacità di diversificare rotte, nodi e modalità di trasporto».

Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

Continua a Leggere

Le opposizioni: “Meloni festeggia, l’Italia no”

Le opposizioni: “Meloni festeggia, l’Italia no”

Auto da corsa senza pilota, l’ateneo Modena e Reggio Emilia sul tetto del mondo

Auto da corsa senza pilota, l’ateneo Modena e Reggio Emilia sul tetto del mondo

Ex Ilva, lettere di licenziamento per oltre 2500 operai dell’indotto

Ex Ilva, lettere di licenziamento per oltre 2500 operai dell’indotto

Europa contrastata, Usa giù dopo i dati sul mercato del lavoro

Europa contrastata, Usa giù dopo i dati sul mercato del lavoro

58 milioni per un palazzo sulla Costiera, ecco le case più care d’Italia

58 milioni per un palazzo sulla Costiera, ecco le case più care d’Italia

limite nelle città dove le case costano troppo

limite nelle città dove le case costano troppo

Ecoeridania: Rocco De Franchi nuovo direttore della divisione Public Affairs

Ecoeridania: Rocco De Franchi nuovo direttore della divisione Public Affairs

Investimenti, per il post Pnrr dalle utility potenziale da 33 miliardi all’anno

Investimenti, per il post Pnrr dalle utility potenziale da 33 miliardi all’anno

2.500 lavoratori dell’indotto a rischio

2.500 lavoratori dell’indotto a rischio

Articoli Principali

Auto da corsa senza pilota, l’ateneo Modena e Reggio Emilia sul tetto del mondo

Auto da corsa senza pilota, l’ateneo Modena e Reggio Emilia sul tetto del mondo

Settembre 4, 2026
Al via il controesodo, bollino rosso sabato e domenica: oltre 27 milioni di veicoli sulle strade

Al via il controesodo, bollino rosso sabato e domenica: oltre 27 milioni di veicoli sulle strade

Settembre 4, 2026
Ex Ilva, lettere di licenziamento per oltre 2500 operai dell’indotto

Ex Ilva, lettere di licenziamento per oltre 2500 operai dell’indotto

Settembre 4, 2026
Meloni apre la corsa per il bis: «La stabilità è la prima grande riforma. Non ho mollato e non mollerò mai»

Meloni apre la corsa per il bis: «La stabilità è la prima grande riforma. Non ho mollato e non mollerò mai»

Settembre 4, 2026

Ultime Notizie

Europa contrastata, Usa giù dopo i dati sul mercato del lavoro

Europa contrastata, Usa giù dopo i dati sul mercato del lavoro

Settembre 4, 2026
58 milioni per un palazzo sulla Costiera, ecco le case più care d’Italia

58 milioni per un palazzo sulla Costiera, ecco le case più care d’Italia

Settembre 4, 2026
limite nelle città dove le case costano troppo

limite nelle città dove le case costano troppo

Settembre 4, 2026
Facebook X (Twitter) Pinterest TikTok Instagram
© 2026 Italia Parlare. Tutti i diritti riservati.
  • Politica Sulla Riservatezza
  • Termini e Condizioni
  • Pubblicizza
  • Contatto

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.