Nell’intervista rilasciata a Sky Tg24, la premier Giorgia Meloni si muove a tutto campo, spaziando dalla politica interna agli scenari di crisi internazionale: cercando di smorzare le polemiche domestiche e rivendicando il ruolo dell’Italia nello scacchiere mondiale. Ma era inevitabile che l’attenzione di tutti si rivolgesse in particolare allo scontro istituzionale che in questi giorni accompagna la campagna per il referendum sulla Giustizia.
Giustizia e referendum, il richiamo di Mattarella
Il primo passaggio è dedicato infatti alla Giustizia e al rapporto con il Quirinale, dopo le tensioni di questi giorni e gli attacchi del governo e di lei stessa alla magistratura. La premier chiarisce di aver trovato le parole di Sergio Mattarella “giuste, direi anche doverose”,
L’apertura dell’intervista è infatti dedicata alla Giustizia e al monito del presidente della Repubblica, che per la prima volta da 11 anni aveva presieduto un plenum del CSM chiedendo rispetto per il potere giudiziario. “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore, ci eravamo visti la sera prima” che andasse alla riunione del Csm. “Ho trovato le parole del presidente giuste e anche doverose. Penso che sia giusto il richiamo il rispetto delle istituzioni e penso sia stato giusto il passaggio in cui il presidente dice anche che è un’istituzione come il Csm si mantenga estranea alle diatribe di natura politica”.
Il tema rimane politicamente caldo in vista del referendum del 22 e il 23 marzo.
La presidente del Consiglio sostiene che il voto non deve essere interpretato come un giudizio sul governo, ma come scelta di merito su una riforma che definisce “di buon senso”. E denuncia il clima: “Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango“. La linea peraltro è chiara: non vuole che il voto diventi un plebiscito sulla sua figura. “Non si vota sul governo, si vota sulla giustizia”, dice. Sui sondaggi che vedono i risultati in bilico, tira dritto: “Lasciano un po’ il tempo che trovano. La vera campagna deve ancora cominciare”.
Meloni e Macron (Ansa)
Le tensioni con Macron: “Non me l’aspettavo”
Sul fronte estero, la premier non usa giri di parole per rispondere al presidente francese Emmanuel Macron, che ha denunciato le ingerenze italiane sul caso del militante di estrema destra picchiato a morte in Francia.
“Francamente mi ha molto colpito questa dichiarazione di Macron, non me l’aspettavo”, dice Meloni: la Francia, ricorda, ha conosciuto bene certe tensioni “avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio”. Per la presidente del Consiglio, la vera ingerenza è quella di chi pretende di vigilare sullo Stato di diritto di una nazione sovrana, non chi esprime preoccupazione per un clima di polarizzazione che riguarda tutte le democrazie occidentali.
Gaza, Iran e Ucraina
Lo sguardo si sposta poi ai conflitti globali.
Sulla situazione nella Striscia di Gaza, Meloni conferma l’impegno italiano attraverso la presenza del ministro Tajani al “Board of Peace” di Trump: “La tregua è fragile e il lavoro che serve per stabilizzare il cessate il fuoco, la pace e costruire la prospettiva dei due stati è particolarmente complesso”. C’è spazio anche per la diplomazia silenziosa nella crisi tra Stati Uniti e Iran, con l’Italia che si offre nuovamente come mediatrice: “Abbiamo anche ospitato presso l’ambasciata omanita due turni di negoziati e siamo disponibili a farlo ancora”.
Sull’Ucraina, la strategia italiana punta alle “garanzie di sicurezza” per Kiev. Meloni rivela che si sta lavorando per “disegnarle sul modello dell’articolo 5 del Patto Atlantico”, ovvero il principio di difesa collettiva della NATO. Nonostante i passi avanti sulla ricostruzione, la premier frena gli entusiasmi su una pace vicina: “Siamo molto lontani dal risolvere la questione principale che è quella dei territori, dove la Russia continua ad avere delle pretese che secondo me sono assolutamente irragionevoli”.
Board of Peace (Rainews24)
Il decreto bollette: “Provvedimento coraggioso”
In chiusura, un passaggio economico sul decreto bollette da 5 miliardi di euro, rivendicato come una boccata d’ossigeno per il Paese.
Le cifre citate da Meloni: “Per le famiglie fragili si arriva a un taglio delle bollette che è intorno ai 315 euro”, mentre per le piccole imprese il risparmio sarebbe tra i 500 e i 700 euro l’anno, arrivando a cifre record – sostiene la premier – per le grandi industrie energivore. “Un provvedimento molto importante e molto coraggioso”, conclude Meloni, nel tentativo di riportare l’attenzione sui risultati concreti dell’azione di governo.








