I mercati internazionali la attendevano da settimane, ed oggi festeggiano l’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Il primo effetto è sul prezzo del petrolio, che crolla del 5% in vista della riapertura di Hormuz. Il brent europeo è scambiato sotto gli 83 dollari al barile, con un calo quasi del 12% rispetto ad una settimana fa. E altrettanto fa il Wti del Texas, il greggio di riferimento per il mercato americano a 80 dollari al barile.
Le borse europee sono in rialzo, ma con più prudenza rispetto all’apertura, visto che l’accordo sarà ratificato venerdì e non si escludono imprevisti nella definizione dei contenuti. Milano sale dello 0,7%, Francoforte e Parigi di oltre un punto percentuale, scettica Londra (+0,1%).
A Piazza Affari i titoli peggiori sono quelli del comparto petrolifero, come Eni (-4%) e Tenaris (-1,7%). Salgono in modo deciso gli industriali come Stellantis (+5%) e Ferrari (+4,5%), che risente anche della vittoria di Hamilton al Gp di Barcellona.
Intanto è partita la prima emissione del Btp Italia Sì, il nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione: alle 11.30 superati 1,3 miliardi di euro di ordini. E’ uno strumento destinato a raccogliere il risparmio delle famiglie italiane, la cui emissione si concluderà venerdì 19 giugno alle ore 13, salvo chiusura anticipata.








