La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) esprime «profonda preoccupazione per alcuni aspetti del nuovo quadro normativo che rischiano di indebolire l’effettiva tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone vulnerabili. In particolare, l’ampliamento della detenzione, le limitazioni ai ricorsi e alle procedure di ricorso effettivi e la crescente esternalizzazione delle responsabilità verso paesi terzi sollevano gravi questioni etiche e umanitarie», affermano i vescovi parlando delle nuove norme approvate in Europa sui rimpatri dei migranti.
La migrazione «non è solo questione di procedure»
«La migrazione non è semplicemente una questione di procedure, statistiche o gestione delle frontiere. Riguarda esseri umani: donne, uomini e bambini, ognuno dei quali possiede una dignità inviolabile che deve rimanere al centro di ogni decisione politica», affermano in una nota i vescovi della Comece.
Il richiamo di Leone XIV
«Durante la sua recente visita alle Isole Canarie, Papa Leone XIV ha ricordato all’Europa e al mondo – rammentano i presuli – che non possiamo rimanere indifferenti a coloro che periscono in mare, cadono vittime della tratta di esseri umani o sono costretti a fuggire da guerre, violenze, persecuzioni, fame o degrado ambientale. Come ha affermato il Santo Padre, i migranti non sono “una categoria o una statistica”, ma persone che £potrebbero far parte della nostra stessa famiglia’. Queste parole mettono alla prova la nostra coscienza e ci invitano a guardare oltre la paura e l’opportunismo politico».
«L’Unione europea nasce dalla convinzione che la dignità umana sia inviolabile e che la solidarietà tra i popoli non rappresenti un ideale opzionale, ma una responsabilità fondamentale», concludono i vescovi europei rinnovando il loro «appello a garantire politiche migratorie e di asilo rimanere saldamente ancorati al rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali, del diritto al chiedere asilo, la tutela dell’unità familiare e un’attenzione speciale ai più vulnerabili. Sicurezza e solidarietà non sono principi opposti; devono avanzare insieme.











