Se la politica non decide, i possibili candidati si fanno avanti in autonomia. La storia si ripete a Milano, dove in attesa che i partiti sciolgano le riserve per la prossima campagna per le amministrative – che nei fatti partirà a settembre – alcuni rappresentanti del “mondo civico” hanno deciso di rompere gli indugi. Così ha fatto per ultimo Tommaso Goisis, definibile più come “attivista” che come politico, con un’esperienza negli staff della giunta di Giuseppe Sala e un passato da manager di Airbnb, conosciuto come esperto di politiche pubbliche.
La sua candidatura civica avverrà se ci saranno le primarie. Fatto non scontato, ma comunque lui le chiede a gran voce: lunedì ha raccolto 350 firme e ha presentato la sua autocandidatura, riunendo 500 persone in Piazza Sicilia a Milano lo scorso lunedì.
Goisis ha 36 anni e ha lavorato per diverse amministrazioni. Durante il mandato di Sala ha affiancato come tecnico gli assessori Chiara Bisconti e Gabriele Rabaiotti. Ha avuto un’esperienza nel team di relazioni istituzionali del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del consiglio. Nel 2021 ha fondato l’associazione “Sai che puoi?” per favorire la partecipazione dei cittadini a Milano. «Voglio candidarmi alle primarie del centrosinistra», dice in una nota. Secondo lui in un momento «di grande disillusione nei confronti dell’impegno politico, le primarie per scegliere il sindaco o la sindaca sono necessarie». Tra le priorità tra lui tracciate c’è l’idea di una «società più giusta, inclusiva e vicina alle persone» e «l’investimento sui giovani».
Goisis ha un suo piccolo grande seguito a Milano, tuttavia la prova vera e propria avverrà a settembre, quando la coalizione di centrosinistra – e soprattutto il Pd – dovrà decidere che strada prendere: quella delle primarie o quella di un unico candidato. E se anche la scelta delle primarie venisse confermata, dovrà decidere quanti candidati sarebbe opportuno avere, per non sgretolare eccessivamente la coalizione o non creare confusione tra gli elettori.
Tutte domande che il centrosinistra rimanda a quando sarà più chiaro lo scenario nazionale, ovvero la data delle politiche o un possibile voto anticipato. La vicinanza tra amministrative e elezioni nazionali pone qualche riflessione in più.






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