Dopo una gestazione lunga oltre 10 anni, partono i lavori per la nuova sede della Rai di Milano. Sarà nell’area della storica Fiera di Milano, nei padiglioni che verranno ristrutturati (di fatto ricostruiti). La Rai riunirà così in un’unico edificio da 6 piani i suoi studi, laboratori, sale di registrazione e anche settore amministrativo e pubblicitario, con un impatto economico che dovrebbe permettere la riduzione dei costi del 25% rispetto alla situazione attuale. Adesso gli studi e gli addetti alla raccolta pubblicitaria sono rispettivamente in corso Sempione e in via Mecenate: una volta trasferiti, gli edifici di proprietà della Rai verranno dismessi. Intanto fra due anni e mezzo oltre un migliaio di dipendenti verrà trasferito nella nuova sede.
Il costo dell’operazione è di 120 milioni, investiti dalla Fondazione Fiera Milano; la Rai avrà un contratto di affitto per 27 anni, pagando 5,6 milioni all’anno. I nuovi locali saranno pronti in 28 mesi, come ha sottolineato il presidente della Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti.
«Quella di oggi non è soltanto la posa di una prima pietra: è un ritorno al futuro. Qui, dove la Rai è partita, oggi torna per costruire non solo un edificio, ma un’infrastruttura culturale e industriale» afferma Bozzetti. Per Giampaolo Rossi, amministratore delegato Rai, si tratta di «una giornata simbolo della grande trasformazione che Rai sta compiendo per affacciarsi al futuro con visione e spinta innovativa. Milano – ha aggiunto – è nella storia della Rai e nella storia della televisione, sin da quel 3 gennaio 1954, giorno in cui furono inaugurate le regolari trasmissioni televisive». Alla posa della prima pietra erano presenti anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Sala ha sottolineato che nel progetto non è previsto consumo di suolo. «Il secondo vantaggio chiaro – ha osservato – è sull’occupazione. Portare occupazione, come inevitabilmente avverrà, è un qualcosa che non può non renderci felici». Mentre per Fontana il nuovo centro sarà «un punto di riferimento dell’informazione territoriale»








