Piazza Affari riduce il calo a metà seduta, ma resta pesante con l’indice Ftse Mib che perde l’1,29% a 43.581,99 punti. Il balzo dei prezzi del petrolio, che ha superato i 100 dollari al barile nel decimo giorno di guerra in Medio Oriente, ha fatto crollare i mercati azionari e impennare i tassi di interesse, nel timore di uno shock inflazionistico globale. In risposta, i mercati hanno aumentato le aspettative di una politica monetaria piu’ restrittiva da parte della Bce, che ora sconta due aumenti dei tassi di 25 punti base quest’anno, rispetto a uno solo previsto la scorsa settimana.
Sul listino milanese le perdite maggiori sono per Prysmian -4,80%, Azimut -3,91%, Ferrari -3,18%, Brunello Cucinelli -2,80%. Giu’ anche Stellantis -2,75%. Hera -2,61%. Tim -2,08%. Sempre pesante il comparto banche con Mediolanum -2,54%, Bper -1,12%, Unicredit -2,50%, Mps -2,23%, Mediobanca -2,13%, Intesa -1,38%. In luce Leonardo +4,30% e Nexi +3,52%. Rialzi anche per Saipem +2,04%, Diasorin +0,73%, Eni +0,46%. Campari +0,16%.










