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Home » Ponti (Federvini) rinnovare l’intesa commerciale Usa-Ue
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Ponti (Federvini) rinnovare l’intesa commerciale Usa-Ue

Sala StampaDi Sala StampaGiugno 11, 20263 min di lettura
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Ponti (Federvini) rinnovare l’intesa commerciale Usa-Ue

Un anno fa di questi tempi i dazi di Trump erano una minaccia che faceva paura. Adesso, invece, le imprese vorrebbero quasi che le tariffe venissero confermate, perché non c’è nulla di peggio dell’incertezza. È il messaggio emerso ieri dall’assemblea di Federvini, l’associazione dei produttori ed esportatori di vini, aceti e spirits. Un settore chiave del made in Italy, e non solo di quello alimentare, con un giro d’affari di oltre 16 miliardi di euro realizzato per oltre il 50% sui mercati esteri.

I dazi al 10% scadono il 24 luglio, incertezza sul dopo

«Dal 25 di luglio non sappiamo se i dazi saranno confermati, cancellati o riproposti in forma diversa – ha detto nella propria relazione il presidente di Federvini, Giacomo Ponti –. A questa incertezza si aggiunge la crisi dello stretto di Hormuz che, al netto della tragedia umanitaria che si sta compiendo, è uno snodo importante per i carburanti. Infatti, vediamo i costi in aumento sia alla pompa che nella filiera della logistica. Senza contare un’altra conseguenza della crisi di Hormuz: il rischio shortage su alcuni fertilizzanti utilizzati in agricoltura. L’augurio naturalmente è che tutto finisca molto presto, perché questa incertezza non aiuta l’economia che ha bisogno invece di una visione più stabile nel medio periodo». numeri parlano di un settore che sta resistendo ma anche scontando qualche difficoltà.

Nel primo trimestre export di vino in calo del 13,3%

Nel primo trimestre dell’anno le esportazioni italiane di vino hanno registrato un calo a valore del 13,3 per cento. Certo, il confronto è con il primo trimestre dello scorso anno, periodo in cui ci fu una fiammata degli acquisti negli Usa prima dell’entrata in vigore dei dazi americani. Tuttavia, una perdita in doppia cifra è sempre un forte campanello d’allarme. «È forse presto per fare bilanci e valutazioni – ha aggiunto Ponti – la mia sensazione è che per avere un quadro completo della situazione e numeri effettivamente confrontabili occorrerà attendere almeno i primi nove mesi dell’anno». «Ora è fondamentale – ha continuato Ponti – che la ratifica dell’accordo Ue-Usa si concluda visto che l’attuale regime al 10% è in vigore fino al prossimo 24 luglio e dal 25 non sappiamo che scenario ci troveremo di fronte».

Quello Usa è un mercato non sostituibile per il vino italiano

D’altro canto, il mercato Usa non è sostituibile ne ha sostituito il vino made in Italy. Secondo i dati dell’Osservatorio Federvini-Nomisma, i consumatori americani hanno infatti confermato la loro fedeltà nei confronti delle bottiglie italiane nonostante rincari superiori al 20 per cento.

Sul mercato nazionale vendite in tenuta

Per quanto riguarda invece il mercato interno e in particolare la grande distribuzione, sempre nei primi tre mesi dell’anno,i dati dell’Osservatorio Federvini mostrano che sono cresciute le vendite in valore sia dei vini (+2,2%) che degli spumanti (+8,7 per cento). Oltre a vino e spumanti avanzano anche gli spiriti (+2,9% a volume), trainati dagli aperitivi alcolici e dai sodati; cresce anche il gin, mentre la grappa rimane in terreno negativo. Segno positivo, invece, per gli aceti, in crescita sia a valore (+2,4%) che a volume (+1%), trascinati dall’aceto di mele e dalla stabilità dell’Aceto Balsamico di Modena Igp.

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