Mentre il dibattito sul futuro del cinema italiano si accende tra riforme del tax credit e nuove abitudini di consumo, Rai Cinema presenta un bilancio 2025 in crescita, con un utile netto che sfiora i 24 milioni. La società guidata da Paolo Del Brocco chiude il 2025 con 285 milioni di fatturato (comprensivo della vendita a Tv e piattaforme), 36 milioni di Ebit e un margine commerciale diretto, indicatore che misura la performance commerciale della società, a 18 milioni. La divisione 01 Distribution registra 46 milioni di box office e 6,5 milioni di biglietti, con il record di “Follemente”.
Spostando la visuale sul triennio che va a concludersi qual è il resoconto?
L’azione della società ha creato un rilevante valore per l’industria. Abbiamo apportato oltre 50 milioni di margine commerciale diretto al bilancio Rai e generato 31 milioni di margini per i produttori indipendenti, dopo aver coperto 55 milioni di costi di promozione. Sono 200 i film coprodotti, 96 documentari con 240 milioni di investimento sul cinema e 191 società partner a conferma della centralità del pluralismo produttivo. C’è poi l’affermazione sul mercato della nuova struttura dedicata alla distribuzione internazionale: Rai Cinema International Distribution. E ancora 3 importanti premi vinti ai festival di Venezia, un film nominato agli Oscar, un film in short list e 45 David di Donatello. Tutto rende ancora più evidente il risultato principale ottenuto dalla società negli ultimi anni.
Quale?
Essere diventati un indispensabile punto d’equilibrio tra politica industriale, produzione culturale e pluralismo produttivo, con una responsabilità di sistema più ampia del solo risultato economico immediato: sostenere una filiera, accompagnare autori e produttori, presidiare generi e linguaggi diversi, dare continuità e sviluppo industriale. E poi il fatto che il marchio Rai Cinema oggi sia conosciuto e apprezzato nel mondo come sinonimo di qualità dei contenuti.











