Il capo di Nvidia, Jensen Huang, è al centro di un caso di spionaggio internazionale. Secondo la Cia, la relazione con Alice Huang, omonima (ma non parente) dirigente di una società di Singapore, avrebbe favorito l’aggiramento delle sanzioni americane sui microchip avanzati, destinati a gruppi cinesi attraverso misteriosi data center.
Mentre l’azienda minimizza i fatti e il Congresso convoca il fondatore per chiarimenti, Pechino nega ogni accusa. La vicenda unisce alta tecnologia, geopolitica e intelligence, sollevando pesanti interrogativi sulla sicurezza dei semiconduttori globali.










