Il percorso di riforma della legge elettorale è ormai giunto alla sua fase finale e decisiva. Con la respinta delle pregiudiziali di costituzionalità presentate dai gruppi di minoranza, la tabella di marcia del governo procede spedita. L’esecutivo è pronto a porre la questione di fiducia a partire da lunedì, mentre il voto finale sull’intero provvedimento è previsto per la giornata di giovedì 8 ottobre.
Elezioni politiche Italia (@ansa)
L’approvazione parlamentare rappresenta tuttavia solo il primo passaggio formale. Affinché il nuovo sistema diventi concreto e utilizzabile alla prima prova delle urne, occorrerà attendere la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. A quel punto il governo avrà l’onere di emanare entro novanta giorni i decreti legislativi attuativi per la ridisegnatura tecnica dei collegi elettorali sul territorio nazionale, un passaggio fondamentale per calibrare la quota proporzionale e i collegi uninominali. Parallelamente, resta alto il rischio di contenziosi legali, con le opposizioni pronte a promuovere ricorsi per sollecitare un giudizio di legittimità da parte della Corte Costituzionale.
Elezioni politiche Italia (@ansa)
Lo scontro politico attorno al provvedimento rimane caldissimo. La maggioranza difende la bontà della riforma indicandola come uno strumento fondamentale per garantire governabilità e chiarezza degli schieramenti fin dalla sera del voto. Di parere opposto le forze di minoranza, che accusano la coalizione di governo di aver confezionato una legge su misura. Nel mirino dei critici ci sono in particolare le norme sui capilista bloccati, la soglia del premio di maggioranza e le regole per le firme necessarie alla presentazione delle liste, ritenute penalizzanti per le formazioni minori e lesive del principio di rappresentatività democratica.










