Sostanzialmente in linea con il trend dell’anno precedente. I primi giorni di vendita dei «saldi estate 2026» vedono una leggera flessione dell’andamento delle vendite nell’ordine di qualche decimo di punto rispetto l’anno precedente. È quanto emerge dalla prima rilevazione svolta dal Centro studi Confimprese ma con un comune denominatore: gli sconti non sono sufficienti a rilanciare la domanda. Dal 4 luglio, quando sono iniziati i saldi in quasi tutta Italia le vendite di abbigliamento e accessori registrano un -0,4% sia per altro retail -0,1%, un trend leggermente negative. Lo scontrino medio registra trend simili in termini quantitativi, quindi senza spostamenti rilevanti rispetto al 2025. Sul fronte delle visite, abbigliamento-accessori segna un calo del -2,4%, mentre altro retail evidenzia un’affluenza in lieve crescita rispetto al 2025 a +1,4%.
«I saldi non sono più, da soli, un motore dei consumi – avverte Mario Resca, presidente Confimprese –. I clienti cercano convenienza, ma acquistano solo ciò che ritengono realmente necessario. È un consumatore più selettivo e consapevole, che confronta prezzi e rinvia gli acquisti non indispensabili. Per questo oggi la competitività del retail si gioca sempre di più sulla qualità dell’offerta, del servizio e dell’esperienza d’acquisto, oltre che sullo sconto. Il consumatore controlla il valore dello scontrino, confermando un approccio prudente anche durante il periodo promozionale».
Così nel comparto abbigliamento e accessori emerge un disallineamento tra traffico e vendite: a fronte di un calo delle visite e di uno scontrino medio sostanzialmente stabile, le vendite registrano una flessione contenuta. Al contrario, per altro retail l’incremento delle visite non si traduce in un analogo miglioramento delle vendite, che rimangono pressoché stabili. Tali dinamiche suggeriscono differenze nel comportamento d’acquisto dei consumatori e, nel caso da abbigliamento-accessori, risultano coerenti con un possibile miglioramento del tasso di conversione.
Per quanto riguarda i canali di vendita i centri commerciali sono stati scelti dal 57% dei consumatori tanto da essere il canale meglio performante nel week end. Seguono, con distacco, high street, outlet e negozi di prossimità.
La stabilità delle vendite è legata alla riduzione del potere d’acquisto e all’effetto clima, con le ondata di calore che ha influenzato le visite in abbigliamento-accessori, comparto fortemente meteoropatico. Secondo i retailer le vendite sono pesantemente influenzate dalla riduzione del potere d’acquisto (36,7%), dal clima e le dinamiche stagionali ma anchre dai presaldi e dalla continua attività di vendite promozionali che alla fine fa perdere smalto e interesse verso i saldi.











