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Home » Sanità a caccia di fondi in manovra, ma sulla spesa l’Italia resta fanalino di coda in Europa
Salute

Sanità a caccia di fondi in manovra, ma sulla spesa l’Italia resta fanalino di coda in Europa

Sala StampaDi Sala StampaLuglio 29, 20262 min di lettura
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Sanità a caccia di fondi in manovra, ma sulla spesa l’Italia resta fanalino di coda in Europa

Alle porte della manovra 2027, il ministro della Salute Orazio Schillaci punta a un aumento dell’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil al 6,4%, che si tradurrebbe nella necessità di un incremento di 4-5 miliardi. Ma anche una volta raggiunto questo traguardo, l’Italia resterebbe comunque lontana da molti stati dell’OCSE e dai maggiori partner dell’UE: oggi, con una spesa sul PIL pari al 6,4%, c’è solo la Repubblica Slovacca.

L’analisi della spesa sanitaria italiana nel contesto OCSE ed europeo – secondo i nuovi dati appena pubblicati – mette in luce una situazione di persistente sottofinanziamento rispetto ai principali partner e alla media dei paesi avanzati.

Nel 2025, la spesa sanitaria pubblica italiana rappresenta il 6,2% del PIL, posizionando il nostro Paese al venticinquesimo posto su 38 stati OCSE. Anche considerando la spesa sanitaria privata, che incide per il 2,2% del PIL, la spesa totale italiana si attesta all’8,4% del PIL, ben distante dai livelli di Germania (12,7%), Francia (11,3%) e Regno Unito (11,3%). Tradotta in euro pro capite a parità di potere d’acquisto, l’Italia è ventiquattresima con 2.438 euro di spesa pubblica e diciottesima con 854 euro di spesa privata. La Germania spende 5.385 euro pro capite per la sanità pubblica, la Francia 3.854, il Belgio 3.760, il Regno Unito 3.675 e la Spagna 2.467 euro, mentre la media OCSE si attesta a 2.999 euro.

Il nostro paese, pur vantando un sistema sanitario universalistico, si trova a dover affrontare diverse criticità. Il gap rispetto ai principali partner europei è significativo sia in termini assoluti che relativi. Anche con l’auspicato aumento della spesa pubblica al 6,4% del PIL, l’Italia resterebbe comunque distante dai livelli di Germania, Francia e Regno Unito. La quota di spesa privata, seppur inferiore a quella di alcuni paesi come Belgio e Svizzera, rappresenta un elemento di criticità, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione che rischiano di rinunciare alle cure per motivi economici.

LA SPESA SANITARIA 2025 NEI PAESI OCSE

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Il sottofinanziamento si traduce spesso in diseguaglianze nell’accesso ai servizi tra Nord e Sud, con tempi di attesa più lunghi e minore disponibilità di prestazioni in alcune regioni. L’invecchiamento della popolazione italiana comporta una crescente domanda di servizi sanitari e sociosanitari, con impatti rilevanti sulla sostenibilità del sistema. Il confronto con paesi come Germania e Francia evidenzia la necessità di maggiori investimenti in tecnologie, digitalizzazione e personale sanitario per mantenere elevati standard di qualità e sicurezza delle cure.

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