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Home » Scuola, i libri costano di più ma la spesa per le famiglie scende. Ecco perché
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Scuola, i libri costano di più ma la spesa per le famiglie scende. Ecco perché

Sala StampaDi Sala StampaSettembre 2, 20264 min di lettura
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Scuola, i libri costano di più ma la spesa per le famiglie scende. Ecco perché

Crescono i prezzi dei libri di testo. Si va mediamente dal 2,3% per la scuola secondaria di primo grado e all’1,8% per la scuola secondaria di secondo grado, numeri comunque inferiori all’inflazione. Ma in base dei prezzi di listino trasmessi dall’Associazione italiana editori al ministero dell’Istruzione e del merito la spesa media complessiva che ogni famiglia deve sostenere per acquistare i libri scolastici è diminuita dell’1,4% rispetto all’anno precedente. E questo, sia nelle scuole secondarie di primo che di secondo grado, è merito dell’ampia offerta di titoli disponibili e delle scelte sempre più oculate dei docenti.

Le tre riforme

Gli editori stabiliscono il prezzo dei testi scolastici nel mese di gennaio di ogni anno, consegnando i listini all’associazione che li condivide con il ministero e le segreterie scolastiche. I prezzi rimangono invariati per tutto l’anno e non possono essere modificati o aumentati in corso d’anno, spiegano da Aie. «Anche quest’anno gli editori hanno limitato gli aumenti dei prezzi – sottolinea Giorgio Riva, presidente del gruppo Educativo dell’associazione -, contribuendo così a non aggravare il peso economico sulle famiglie, nonostante i costi che affrontano siano aumentati, non solo per via dell’inflazione. Negli ultimi dodici mesi il settore ha visto l’introduzione di tre riforme, la riforma del primo ciclo (primaria e scuola secondaria di primo grado) con avvio nel 2026, la riforma degli istituti tecnici, con avvio nel 2026, la riforma dei licei, da poco annunciata, con avvio nel 2027. Riforme che comportano per gli editori lo stravolgimento della pianificazione editoriale pluriennale, e di conseguenza la svalutazione di investimenti già fatti e costi di accelerazione dei progetti».

Dove serve l’intervento pubblico

A fronte anche di un calo demografico che rende sempre più difficile il sostegno all’industria viene chiesto dagli editori un intervento pubblico lungo due direttrici. Da un lato l’introduzione della detrazione delle spese per l’acquisto dei libri di testo a favore di tutte le famiglie, «come già c’è per le spese per la salute, lo sport e gli animali da compagnia» e, dall’altro, una maggiore razionalizzazione ed efficienza del processo di distribuzione degli aiuti alle famiglie in povertà assoluta. «Fondi che devono arrivare ai beneficiari nei tempi adeguati. Sono interventi necessari per garantire un effettivo diritto allo studio a tutte e a tutti», conclude il presidente del gruppo Educativo di Aie.

Alfabetizzazione, 37% degli adulti sotto il livello minimo

Nel nostro Paese il 37% degli adulti tra 25 e 64 anni si colloca sotto il livello minimo di competenza alfabetica, contro una media Ocse del 27%. Il dato, tratto da “Education at a Glance 2025” e richiamato da Fondazione Cariplo in vista della Giornata mondiale dell’alfabetizzazione dell’8 settembre, si accompagna a un altro indicatore che riguarda la prima infanzia: secondo l’indagine 2025 del sistema di sorveglianza 0-2 anni dell’Istituto Superiore di sanità, nella fascia tra 2 e 5 mesi il 53,3% dei bambini non è stato esposto alla lettura ad alta voce nella settimana precedente l’intervista. Fondazione Cariplo mette in relazione questi dati con l’importanza delle esperienze linguistiche e della lettura fin dai primi anni di vita. Secondo il materiale diffuso dalla Fondazione, le basi delle competenze alfabetiche si costruiscono molto prima dell’ingresso a scuola, attraverso l’esposizione al linguaggio, alle storie e ad ambienti ricchi di stimoli. I dati dell’Iss mostrano differenze territoriali marcate: tra i bambini di 2-5 mesi la quota non esposta alla lettura ad alta voce varia dal 33,7% in Friuli-Venezia Giulia al 68,2% in Sicilia. La situazione migliora con l’età: tra gli 11 e i 15 mesi il 68,3% dei bambini viene esposto ai libri. Rispetto al 2022, nella fascia 2-5 mesi la quota di bambini coinvolti nella lettura è salita dal 41,7% al 46,7%.

L’accesso (difficile) ai servizi educativi

La questione riguarda anche l’accesso ai servizi educativi. Una ricerca dell’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, realizzata nell’ambito della sfida “Anita. L’infanzia prima”, riferisce che il 92% delle famiglie considera essenziali i servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni, ma quattro su dieci non li hanno mai utilizzati. Nelle province limitrofe al territorio di riferimento della Fondazione pesa soprattutto l’indisponibilità del servizio, indicata dal 32,3% delle famiglie che non hanno mai iscritto i figli al nido; in Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola incide invece maggiormente il costo, segnalato dal 24,5%. Un’altra indagine, condotta da Fondazione Santagata e Associazione Abbonamento Musei su 255 musei che hanno risposto alla rilevazione, segnala difficoltà di accesso anche nei luoghi della cultura. Secondo i risultati citati da Fondazione Cariplo, il 60% presenta un livello di accessibilità giudicato scarso per la fascia 0-6 anni, il 40% non dispone di spazi progettati per i bambini piccoli e solo il 9% risulta pienamente attrezzato.

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