El Mundo mette in prima pagina i gioielli, gli orologi di lusso e i documenti che la polizia spagnola ha sequestrato ieri nello studio dell’ex premier José Luis Rodriguez Zapatero. Sono gli ultimi, clamorosi sviluppi dell’inchiesta che vede indagato l’ex leader socialista nel caso Plus Ultra sul salvataggio finanziario, con finanziamenti pubblici, dell’omonima compagnia aerea nel 2021. Il giudice José Luis Calama, della Corte nazionale, ha indagato Zapatero per organizzazione criminale, falso e traffico di influenze, e lo ha citato per un interrogatorio il 2 giugno prossimo. Un vero e proprio scandalo, quindi, che agita la politica iberica e si aggiunge ad altre vicende che in passato hanno toccato il Psoe (come l’inchiesta per corruzione della moglie dell’attuale premier Pedro Sanchez), complicando ulteriormente le sorti dell’esecutivo di Madrid.
El Mundo (El Mundo)
In una cassaforte 103 oggetti di lusso, tra orecchini, collane e bracciali
Secondo il verbale della polizia, nel corso della perquisizione nell’ufficio dell’ex premier (2004-2011), gli agenti hanno trovato in una cassaforte 103 oggetti di lusso: 41 paia di orecchini, 15 collane, 11 bracciali, 8 orologi e una ventina di accessori. Durante il blitz era presente la segretaria dell’ex premier, Geltrudis Alcazar, che ha dichiarato agli investigatori che la cassaforte proveniva dall’abitazione familiare e il contenuto era “parte dell’eredità di Sonsoles Espinosa”, la consorte dell’ex premier, e “parte ricevuta durante viaggi ufficiali e privati”, secondo quanto riferito dai media locali.
Lo stesso El Mundo segnala che alcuni gioielli coinciderebbero con quelli mostrati pubblicamente dalla moglie dell’ex capo di governo in eventi ufficiali. Gli agenti hanno inoltre sequestrato documentazione cartacea, una cartella denominata ‘Analisis Relevante’, come una delle società sotto la lente dell’inchiesta, e agende intestate “Presidente Zapatero” dal 2020 al 2025, oltre ad hard disk e chiavette Usb.
Il giudice del tribunale dell’Audiencia Nacional José Luis Calama ha intanto ordinato, giovedì scorso, il sequestro dei conti bancari dell’ex premier Zapatero. Secondo fonti giudiziarie citate da El Pais, il congelamento dei conti non sarebbe “assoluto” ma applicato in modo “proporzionato”, mentre il magistrato indaga sui flussi di denaro che potrebbe aver ricevuto.
Jose Luis Rodriguez Zapatero (Ansa)
Ma Zapatero respinge ogni accusa: “Collegamenti assurdi, mai fatto pressioni”
Da parte sua, Zapatero ha negato “categoricamente” qualsiasi coinvolgimento nel salvataggio finanziario della compagnia aerea Plus Ultra durante la pandemia di Covid-19 e ha assicurato di “non aver mai svolto alcun lavoro” per tale impresa. Lo riferisce l’emittente pubblica Tve, citando Luis Arroyo, portavoce dell’entourage dell’ex capo del governo spagnolo. Nel dirsi “sorpreso” dall’inchiesta, l’ex premier ritiene che le conclusioni investigative “stabiliscano collegamenti realmente assurdi” con altri indagati nell’indagine, ponendolo “al vertice di un’organizzazione gerarchica che controllava flussi finanziari”.
Zapatero ha ribadito “con assoluta fermezza” di non aver “mai fatto pressioni su alcun funzionario riguardo a Plus Ultra”, per un salvataggio costato 53 milioni di euro, e di non aver mai impartito istruzioni per creare una società a Dubai destinata, secondo gli investigatori, a ricevere commissioni illegali. Secondo quanto riportato dal suo entourage, l’ex premier – in carica per sette anni – attribuisce l’origine dell’inchiesta “al contesto politico” del 2023, quando ha pubblicamente espresso sostegno al governo di Pedro Sanchez durante la campagna elettorale per le politiche in quell’anno.
Stando al portavoce di Zapatero, i rapporti dell’Unità per i crimini economici della polizia (Udef), gli attribuiscono “una condotta molto grave” ma, sull’accusa di traffico di influenze, il portavoce Arroyo ha ricordato che Zapatero dal 2012 lavora “per moltissime cause, alcune retribuite ed altre no” e che “ha accesso a determinate persone”. Ma insiste sul fatto che le sue attività “sono perfettamente legali” e dichiarate al Fisco.
aeromobile della compagnia Plus Ultra (WikipediaCommons)
Il filone “venezuelano” dell’inchiesta: i fratelli Amaro Chacon e quei 2,6 milioni di euro movimentati tra il 2020 e il 2025
L’inchiesta sul caso Plus Ultra ha acceso i riflettori su Inteligenza Prospectiva, società madrilena finora quasi sconosciuta, e sui rapporti economici tra ambienti venezuelani, cinesi e l’ex premier Zapatero. Secondo quanto riferisce El Pais, nell’ordinanza il magistrato sostiene che l’attività della società “ecceda manifestamente” quella di una normale impresa commerciale, toccando “affari di Stato di primo livello, che non hanno nulla a che vedere con le operazioni abituali di una società mercantile”.
L’indagine ruota intorno ai fratelli venezuelani Amaro Chacon, imprenditori trasferitisi a Madrid nel 2020. Attraverso Inteligencia Prospectiva, i Chacon avrebbero movimentato oltre 2,6 milioni di euro tra il 2020 e il 2025, pur dichiarando un’attività economica minima, senza dipendenti nei primi anni e con utili molto contenuti. Secondo gli investigatori dell’Udef, circa 1,2 milioni di euro sarebbero stati trasferiti verso società riconducibili all’entourage di Zapatero: Whathefav, impresa delle figlie dell’ex premier; Analisis Relevante, legata all’imprenditore Julio Martinez, amico del leader socialista; e Gate center, think tank presieduto dallo stesso ex capo del governo fino al giugno 2025.
Gli inquirenti ipotizzano inoltre che Domingo Amaro Chacon abbia svolto un ruolo di collegamento tra investitori cinesi, il governo venezuelano e la rete vicina a Zapatero, in particolare per operazioni relative alla compravendita di petrolio venezuelano. Nei rapporti giudiziari compaiono riferimenti a Delcy Rodriguez, allora vicepremier del Venezuela e attuale presidente a Caracas, e con società legale al Partito comunista cinese.
L’ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero – 2022 (Ansa)
Il filone “statunitense”: i messaggi e le chat sulle capacità di influenza di Zapatero per salvare Plus Ultra
Ma l’inchiesta Plus Ultra si è allungata anche negli Stati Uniti: il giudice Calama ha avviato una rogatoria internazionale con le autorità americane, chiedendo informazioni su indagati nell’indagine relativa al salvataggio pubblico della Plus Ultra. Secondo fonti investigative riferite da El Pais, il giudice ha aperto un troncone separato dell’inchiesta sui conti all’estero degli indagati per presunto riciclaggio di capitali. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (Dhs), mercoledì scorso, aveva confermato di aver già collaborato con la Brigata Centrale spagnola per le indagini sul riciclaggio di capitali, fornendo materiale acquisito su Rodolfo Reyes Rojas, imprenditore venezuelano residente a Madrid, fino a pochi mesi fa nell’azionariato di Plus Ultra e a sua volta indagato.
Rojas aveva subito una perquisizione domiciliare a novembre. Le chat sul suo cellulare costituiscono uno dei punti centrali dell’inchiesta: nei messaggi, diversi imprenditori e intermediari discutono della capacità di influenza di Zapatero per ottenere il salvataggio di Plus Ultra. La cooperazione Usa riguarda anche società negli Stati Uniti e conti bancari a Miami intestati ad alcuni indagati.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez (ansa)
Sanchez si dice “tranquillo”. Ma Gonzales chiede elezioni anticipate
In pubblico, il premier in carica Pedro Sanchez (oggi in visita in Italia) ostenta sicurezza e tranquillità: il leader socialista ha sostenuto fin dal primo momento l’ex capo del governo e ha minimizzato le tensioni politiche seguite all’apertura dell’inchiesta. Anche fonti della Moncloa, la sede del governo di Madrid, parlano di “massima tranquillità”, insistendo sul fatto che l’obiettivo del governo resta quello di completare la legislatura, come già ribadito dallo stesso Sanchez al Congresso, la scorsa settimana.
Felipe Gonzales (WikipediaCommons)
A fronte di tanta imperturbabilità, un altro padre nobile della sinistra spagnola, Felipe Gonzales (che fu premier dal 1982 al 1996) ha suggerito di convocare elezioni politiche anticipate entro quest’anno. Il caso “ci colpisce come Paese, come partito e come persone”, ha detto Gonzalez, intervenendo a un dialogo con i media organizzato dall’Associazione valenziana di imprenditori. L’ex premier, il cui governo è stato il più lungo della Spagna dal ritorno alla democrazia, ha tuttavia premesso di non vedere Zapatero “capace di organizzare una trama di ingegnerie finanziaria” come quella che sta emergendo dall’inchiesta. Né tantomeno ritiene Zapatero capace di “sapere cosa sia una società offshore”. Ciononostante, è il succo del ragionamento di Gonzales, il danno di immagine è troppo forte.
Lo storico leader socialista ha sostenuto la presunzione di innocenza dell’ex premier, affermando che, tuttavia, potrebbe “essersi lasciato trascinare da Maduro o da Delcy” Rodriguez, “che lo chiama principino”, rispetto al ruolo dell’ex premier nei tentativi di mediazione politica tra il governo e l’opposizione in Venezuela. Contro l’intenzione espressa da Sanchez, di portare a termine la legislatura nel 2027, Gonzales ritiene che i casi giudiziari possano avere forti ripercussioni anche sui candidati socialisti alle elezioni municipali e regionali previste per il prossimo anno, se si svolgeranno in concomitanza con le politiche.
Il leader del Partito basco: “Non si vada oltre il 2026”
Alle richieste di Gonzales, si affianca il presidente del Partito Nazionalista Basco (Pnv), Aitor Esteban, che ha lanciato un duro avvertimento a Sanchez, definendo “irresponsabile” la prospettiva che l’esecutivo “vada avanti oltre il 2026”, precisando: “Senza rotta, senza legge di bilancio, senza una maggioranza stabile, con un’agenda fuori controllo e sotto inchiesta” ha detto Esteban, chiarendo però che non avrebbe votato una mozione di sfiducia al premier eventualmente presentata dalle destre del Partido Popular e di Vox.












