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Home » Super caccia, Politico: «Il programma tra Francia, Germania e Spagna è naufragato». Ecco i possibili scenari
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Super caccia, Politico: «Il programma tra Francia, Germania e Spagna è naufragato». Ecco i possibili scenari

Sala StampaDi Sala StampaFebbraio 9, 20264 min di lettura
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Super caccia, Politico: «Il programma tra Francia, Germania e Spagna è naufragato». Ecco i possibili scenari

Una porta che si potrebbe chiudere per la Francia, un portone che si potrebbe spalancare per Italia, Regno Unito e Giappone. Il tutto nell’ambito di quello che, sul fronte della difesa, è considerato dagli addetti ai lavori la “partita delle partite”, ovvero il progetto per la realizzazione del caccia di sesta generazione. Un obiettivo che è nel mirino di due fronti concorrenti. Da una parte il Future Combat Air System, trainato da Francia, Germania e Spagna. Dall’altra il Gcap, che al momento vede indossare la stessa maglia Italia, Regno Unito e Giappone. Ma il Fcas sembra non godere di buona salute. E la Germania potrebbe valutare di lasciare il primo al suo destino, e di puntare sul secondo.

Avviato nel 2017 su spinta del presidente Emmanuel Macron e della allora cancelliera Angela Merkel, nell’ambito di una rinnovata cooperazione franco-tedesca come cuore della difesa europea con l’obiettivo di sostituire il Rafale francese e gli Eurofighter tedeschi e spagnoli a partire dal 2040, secondo quanto hanno riferito a Politico quattro funzionari europei a Parigi e Berlino il programma Fcas sarebbe giunto ai titoli di coda, paralizzato da quasi un anno a causa di contrasti industriali, soprattutto tra Dassault Aviation e Airbus. Contrasti che chiamerebbero in causa la leadership del programma, ma anche la condivisione del lavoro e il controllo delle tecnologie.

La Germania potrebbe entrare nel progetto del super caccia con Italia, Regno Unito e Giappone

Dall’altra parte un progetto concorrente, il Gcap, acronimo per “Global Combat Air Programme”, che al momento attuale vede indossare la stessa maglia Italia, Regno Unito e Giappone. Una collaborazione lanciata nel 2022 che punta a sviluppare un sistema aereo di nuova generazione entro il 2035. Leonardo è partner strategico insieme alla britannica BAE Systems e alla giapponese Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd. Si tratta di una joint venture paritetica. “Allo stato attuale” perché nell’ultimo periodo è circolata con sempre maggiore insistenza l’ipotesi che la Germania, una volta chiuso il progetto che la vede al fianco di Francia e Spagna, potrebbe bussare alla porta e chiedere a Roma, Londra e Tokyo di entrare a far parte della loro squadra. In occasione del vertice tra Italia e Germania che si è svolto lo scorso 23 gennaio a Roma, nella splendida cornice di Villa Pamphili, il cancelliere tedesco Friedrich Merz avrebbe affrontato la questione con la premier Giorgia Meloni. Il tema Gcap è stato peraltro tra quelli sul tavolo della visita che Meloni ha effettuato di recente in Giappone.

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Il sistema dei sistemi

Battezzato come il “sistema dei sistemi”, il Gcap opererà nei cinque domini, aria, terra, mare, spazio e cyber, secondo una struttura stellare nella quale il fighter di nuova generazione sarà la “core platform” connessa con altri “sistemi” periferici, pilotati e non pilotati. È una sfida per l’industria dell’aerospazio, difesa e sicurezza che garantirà la sovranità tecnologica per le generazioni a venire. La Germania potrebbe garantire agli altri partner una fiche di peso. Per quest’anno, il ministero tedesco della Difesa potrà infatti contare su investimenti superiori a 108 miliardi di euro. Negli anni successivi la cifra crescerà, fino a raggiungere 152 miliardi di euro per il solo 2029, cioè tre volte tanto quanto investito nel 2023. Per quanto riguarda l’Italia, il Gcap sarà complementare per un certo periodo alle piattaforme in servizio, ovvero Eurofighter e F-35, mentre nel lungo periodo sostituirà la prima.

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Le distanze tra francesi e tedeschi

 Il fallimento del Fcas, programma simbolo — che prevede non solo un nuovo jet da combattimento, ma anche droni e una rete digitale di combattimento (combat cloud) — rappresenterebbe un duro colpo politico per Macron. Dassault rivendica un ruolo dominante nello sviluppo del caccia di nuova generazione (Ngf), elemento centrale del Fcas. «Un collasso sarebbe un pessimo segnale, ed è per questo che Macron ha cercato di salvarlo», ha spiegato una delle fonti. Né il governo tedesco né il ministero della Difesa francese hanno risposto alle richieste di commento sull’ipotesi di una fine imminente del progetto, anche se da Parigi continuano ad arrivare dichiarazioni pubbliche a favore della sua prosecuzione. «Stiamo facendo tutto il possibile per salvare questo programma. Vedremo come riusciremo a portarlo a termine», ha dichiarato questa settimana Patrick Pailloux, nuovo capo dell’agenzia francese per gli approvvigionamenti militari. Lo stesso Macron frena ed esclude che il progetto con Germania e Spagna sia giunto alle battute finali.

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