C’è sempre più sushi nel carrello della spesa degli italiani. Nell’anno finito a ottobre 2025, tra supermercati, ipermercati, libero servizio e discount ne sono stati venduti oltre 20,4 milioni di confezioni, il 2,5% in più rispetto ai dodici mesi precedenti (fonte Niq). Ma il giro d’affari è rimasto sostanzialmente stabile sui 167,8 milioni di euro. «Un trend che si spiega con la diminuzione del prezzo medio (-2%) e di quello a confezione (-2,7%), come risultato di un lieve aumento dell’intensità promozionale (+0,4 punti)», afferma Federico Bracaglia, account development di Niq.
Un piatto sempre più popolare
È dunque la maggior convenienza a sostenere le vendite in Gdo di sushi, un prodotto comunque costoso (il prezzo medio è di 30,40 euro/Kg) ma sempre molto apprezzato, tanto da essere acquistato da 3,2 milioni di famiglie (fonte YouGov). Gli italiani non sembrano voler rinunciare a questa specialità a base di pesce crudo che piace soprattutto nel Nord-ovest, dove si concentrano il 47,7% delle vendite in volume, e che spesso è una veloce e pratica soluzione pasto acquistata nei piccoli negozi cittadini (+10,3% le vendite nel libero servizio).
Le strategie di risparmio
Ma, visto il costo, i consumatori attuano strategie di risparmio. Da un lato sempre più spesso puntano sul fai-da-te, grazie agli ingredienti pronti introdotti da pochi mesi sugli scaffali (come i bocconcini di salmone e i dadini di avocado), e dall’altra comprano sempre più il sushi nei discount, dove il prezzo medio è quasi la metà di quello praticato nei supermercati (rispettivamente 16,73 e 34,18 euro/Kg). Risultato: «I discount sono il canale con le migliori performance annue, grazie a vendite aumentate del 14,3% a volume e del 9,6% a valore per un incasso complessivo di 18 milioni di euro» sottolinea Bracaglia.
Boom nei discount
Dietro l’acclarata convenienza del discount c’è un modello rigoroso: gamma limita (da 2 a 4 prodotti), con referenze a forte rotazione e vendute solo a libero servizio. «Noi cerchiamo di dare una gamma limitata ma ben rodata, così da non creare dispersioni in una categoria tanto delicata qual è quella dell’ittico», spiega Paolo Jaros, director national buying di Aldi Italia, che propone due formati di sushi, rivolti ad altrettanti target: la confezione monoporzione da 200 grammi da 3,49 a 3,99 euro a e il family box da 450-470 grammi tra i sei e i sette euro di prezzo.
Sempre per ragioni di efficienza e costi, nei discount non sono entrati i sushi corner allestiti da fornitori specializzati in molte insegne della Gdo che così “terziarizzano” la gestione di un prodotto tanto delicato e dalla shelf life brevissima. Questi fornitori specializzati producono sushi, maki e sashimi e li consegnano in giornata sia alle piattaforme centralizzate della Gdo sia direttamente nelle vetrine refrigerate dei supermercati. Poche le insegne che non se ne servono, tra cui Esselunga che ha un suo centro di lavorazione.











