Alla fine l’attività è ripresa, anche se non si tratta ancora di una ripartenza a pieno regime. Dopo oltre un anno e mezzo di stop, l’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza ha votato all’unanimità l’avvio della discussione su una risoluzione contraria alla cessione del Teatro delle Vittorie da parte della Rai e favorevole ad una revisione del piano immobiliare, proposta dal capogruppo Pd nella bicamerale Stefano Graziano. A dispetto dell’apertura iniziale, nel corso della discussione non sono mancati gli spunti polemici e una convergenza dei due schieramenti sul testo appare al momento tutt’altro che scontata.
La protesta estrema di Giachetti
La seduta ha prodotto il risultato di convocare in audizione, tra un paio di settimane, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha palesato l’interesse del ministero sia per il Delle Vittorie che per Palazzo Labia a Venezia, e dei dirigenti Rai che hanno lavorato al dossier. Lo sblocco era stato deciso dopo la protesta del deputato di Iv Roberto Giachetti, che aveva avviato uno sciopero della fame. «Dopo 19 mesi, si è riunita la Vigilanza Rai, c’era il numero legale – ha detto il parlamentare a Un giorno da pecora -. Non abbiamo eletto il presidente della Rai, ma il fatto che almeno si siano sbloccate alcune cose è positivo. Diciamo che non sono tranquillo, ma soddisfatto».
Le soluzioni all’impasse
Insomma, sul tema di fondo che ha portato allo stallo, cioè il mancato appoggio dell’opposizione alla candidatura di Simona Agnes alla presidenza che ha spinto il centrodestra a disertare le sedute, non si registrano passi avanti. Circolano voci sulla possibilità che la maggioranza possa cambiare nome per arrivare a un accordo, ma non c’è nulla di concreto in questa direzione. Più probabile che si vada avanti con l’attuale assetto fino alla scadenza della primavera dell’anno prossimo o che, al massimo, le forze di governo decidano di anticipare il rinnovo del consiglio di amministrazione, garantendosi così un quinquennio alla guida della tv pubblica indipendentemente da come andranno le prossime elezioni legislative, qualora venga approvata la nuova legge sulla governance che amplia appunto la durata del mandato del board.
Vertici in commissione Cultura
Quanto alla risoluzione sul piano immobiliare proposta dal Pd, il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione, Francesco Filini, ha espresso parere contrario, ricordando che il progetto è stato approvato in cda Rai anche dai rappresentanti dell’opposizione. Probabile, dunque, che almeno gli esponenti del partito della premier non appoggino la mozione, che dovrebbe andare al voto tra due o tre settimane. Su richiesta di Italia Viva, sarà ascoltato, invece, il ministro Giuli, che ha manifestato pubblicamente l’interesse del ministero al Teatro delle Vittorie e a Palazzo Labia a Venezia, sui quali il Collegio Romano ha diritto di prelazione in quanto beni vincolati. Domani in commissione Cultura alla Camera è in programma un’audizione informale di rappresentanti della tv pubblica «sui temi relativi al valore culturale, storico e artistico del Teatro delle Vittorie e di altri edifici interessati dal piano immobiliare della Rai».










