La tensione interna al Carroccio sale di livello e la “ribellione” dell’ala nordista avanza a passi sempre più convinti, proiettando un’ombra sulle prossime scadenze del partito a un mese esatto dal tradizionale raduno di Pontida. Dal palco della Versiliana, sia pure in una cornice ridotta a causa della pioggia, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo hanno lanciato affondi diretti alla gestione del segretario Matteo Salvini, pur lasciando aperto uno spiraglio per un confronto interno.
Matteo Salvini (Ansa)
La diagnosi dei due esponenti lombardi sulla situazione del partito è impietosa. Per Romeo, la Lega attuale appare “sempre più schiacciata a destra”, in uno spazio politico già ampiamente presidiato da Giorgia Meloni e dalla figura di Roberto Vannacci, con il rischio concreto per il Carroccio di diventare una “brutta copia”. Entrambi i dirigenti hanno evidenziato il forte malessere che serpeggia nella base militante, con Romeo che ha punzecchiato la dirigenza ricordando come da due anni si continui soltanto a “spegnere incendi”, segnalando la fatica nell’organizzare i recenti appuntamenti di Milano e la stessa Pontida, dove sul pratone è già comparso uno striscione polemico.
Attilio Fontana (lapresse)
Per uscire dal momento critico e risalire nei sondaggi, la ricetta proposta dai “frondisti” prevede un ripensamento profondo dell’assetto di comando. L’idea guida è quella di una leadership allargata e collegiale, che coinvolga amministratori locali, governatori e sindaci, a partire dalla figura di Luca Zaia. La proposta si estende alla creazione di un partito strutturato su base confederata sulla falsa riga del modello tedesco Cdu-Csu, con articolazioni autonome al Nord, al Centro e al Sud. Nonostante il no già incassato in passato da Salvini su questo modello, sia Fontana sia Romeo ritengono la soluzione ancora valida per riavvicinare la dirigenza al territorio e superare lo scollamento con il “mondo reale”.
Luca Zaia (Ansa)
Sul piano dei rapporti personali, i due esponenti mantengono comunque toni dialoganti, assicurando che l’obiettivo non è l’espulsione o la cancellazione di Salvini dal progetto. Romeo ha ribadito che l’invito al segretario è quello di correggere la rotta prima che sia troppo tardi, paragonando l’intervento a quello di un amico che avverte chi sta per andare a sbattere contro un muro. Fontana ha inoltre respinto le accuse dei fedelissimi del segretario — secondo cui la fronda sarebbe legata unicamente a logiche di future candidature o liste — precisando di non puntare ad alcun incarico di partito ma di volere soltanto una Lega forte in vista delle prossime scadenze elettorali.












