Da fastidio a dato. Perché tra ambiente, intelligenza artificiale e salute va in scena la scienza degli odori. E un sistema che permette di misurare salubrità di aria e luoghi di lavoro e produzione. Anche perché le emissioni odorigene sono riconosciute come questione ambientale, tecnica normativa e sociale di primo piano. Un tema, quindi, attuale al centro di NOSE2026, International Conference on Environmental Monitoring of Odours and VOC consesso, giunto alla decima edizione, promosso dall’Aidic e Politecnico di Milano.
Dialogo, ricerca e innovazione
«Con NOSE2026 l’ingegneria chimica italiana conferma la propria capacità di mettere in dialogo ricerca, innovazione industriale e responsabilità ambientale – commenta Giuseppe Ricci, presidente Aidic, associazione italiana di ingegneria chimica – . Questo appuntamento rappresenta un momento di grande valore nel panorama della ricerca e dell’impresa italiana, perché affronta un tema sempre più centrale per la sostenibilità dei processi produttivi, la qualità dei territori e il rapporto tra aziende, istituzioni e cittadini».
Il cambiamento degli ultimi 20 anni
Nel corso degli ultimi vent’anni il cambiamento con l’odore che da fastidio e disagio locale si è trasformato in dato.
«Rumore, polveri e fumi potevano essere misurati e comunicati con maggiore immediatezza; l’odore, invece, sembrava appartenere al campo della percezione soggettiva – è la considerazione degli esperti dell’Aidic -. La ricerca scientifica, l’evoluzione delle metodologie di campionamento, l’olfattometria dinamica, i modelli di dispersione, i sistemi strumentali di monitoraggio e il crescente coinvolgimento delle comunità hanno progressivamente trasformato questo scenario».
Innovazione e dati al centro del cambiamento
La tecnologia e l’innovazione e, quindi, l’utilizzo dei dati, hanno contribuito al cambiamento. Oggi gli odori non sono più soltanto un fastidio ma vengono considerati come indicatori della relazione tra attività produttive, qualità dell’aria, pianificazione del territorio, gestione dei rifiuti, trattamento delle acque, processi industriali e benessere delle persone. «Vent’anni fa l’analisi dell’odore faceva sorridere. Oggi il tema delle molestie olfattive preoccupa, divide territori e richiede strumenti sempre più sofisticati per essere compreso – sottolinea Selena Sironi, professoressa ordinaria del Politecnico di Milano e responsabile scientifico del Laboratorio Olfattometrico – . La decima edizione di Nose racconta questa trasformazione e conferma l’importanza di un confronto internazionale tra chi studia, misura, governa e comunica un fenomeno invisibile ma profondamente presente nella vita quotidiana. Parlare di odori oggi significa parlare di qualità della vita, sostenibilità, innovazione, partecipazione pubblica e futuro delle città e dei territori produttivi».











