Le bombole, le attrezzature, il corridoio sbagliato. Conclusa la missione di recupero anche dei corpi di Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddeenino e Federico Gualtieri, dopo quello di Gianluca Benedetti, si ha un quadro più chiaro della tragedia di Dekunu Kandu, nell’atollo di Vaavu alle Maldive, del 14 maggio 2026.
Sarà l’inchiesta aperta dalla procura di Roma a provare a unire i punti: elementi in più arriveranno dagli esiti delle autopsie dei cinque sub morti, in programma lunedì dall’analisi dell’attrezzatura che avevano nell’immersione (muta, bombole, telecamera go-pro, luci, computer, ecc) e dei telefonini, pc, chiavette, hard disk, che avevano lasciato sulla Duke of York.
Questi ultimi oggetti sono stati già riportati in Italia da uno dei colleghi della professoressa Montefalcone e sono stati sequestrati dalla squadra mobile di Genova. Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist si sono immersi oggi 22 naggio per il quarto e ultimo giorno.
Sono entrati di nuovo nella grotta per raccogliere tutto il materiale lasciato nei giorni precedenti. Sono quindi stati sentiti dalle autorità maldiviane che stanno indagando. La loro testimonianza potrebbe anche essere acquisita dai magistrati romani.
Difficile prevedere se alla fine emergeranno responsabilità.


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