I dati sulla popolazione residente dicono infatti che a Pavia la percentuale di laureati tra i 25 e i 39 anni è pari al 25,3% nel 2024, quota nettamente inferiore alla media lombarda (34,4%) e anche nazionale (30,9%); il tasso di partecipazione a iniziative di formazione continua è limitato all’8%; i Neet sono ancora circa 9,7 mila (il 12,7% dei 15-29enni pavesi) nonostante i robusti miglioramenti attuati negli ultimi anni. Inoltre, al 2025 risultano iscritti all’Anagrafe all’estero quasi 43 mila cittadini della provincia, con una incidenza rispetto alla popolazione residente piuttosto elevata e pari al 7,9%: il 23% ha tra i 18 e i 34 anni e, soprattutto, il 26% tra i 35 e i 49 anni.
In termini di risorse, dopo Milano saldamente al vertice, Pavia si distingue come unico altro polo regionale di attrazione di fondi europei per l’innovazione su base competitiva: 57,2 milioni di euro di risorse Horizon Europe aggiudicate finora, il 6,1% del totale regionale, l’1,3% del totale italiano, con un protagonismo dell’Università, ma anche una diversicazione che rispecchia le specializzazioni settoriali locali, dagli enti attivi in ambito Life Science (IRCSS, CNAO, imprese), allo IUSS, ai centri di ricerca e le realtà private focalizzate sull’ingegneria sismica (in particolare, Fondazione Eucentre), alla Fondazione Chips.IT.
In termini di infrastrutturazione digitale, nonostante la sensibile accelerazione in atto, persiste un ampio gap da colmare: è balzata al 51,1% la percentuale di famiglie pavesi con una connessione di nuova generazione ad altissima capacità (FTTH), ma è ancora 20 punti percentuali in meno rispetto alla media lombarda.
In crescita sul territorio è la capacità di attrarre studenti internazionali: erano il 5,5% del totale prima della pandemia e sfiorano oggi l’11%, che in termini assoluti significano 59 studenti internazionali ogni 10mila abitanti, quasi la stessa densità rilevata a Milano (63). In termini di ricerca Pavia presenta una consistente densità scientifica (più di 3,8 mila articoli pubblicati nel 2025, il 14,3% del totale regionale, il 3,7% nazionale), soprattutto in ambito Life Science (53,5% del totale provinciale). La percentuale di pubblicazioni di elevata qualità è buona (0,9% del totale sono articoli altamente citati) ma inferiore alla media lombarda (1,3%), così come il grado di apertura internazionale (il 53,8% delle pubblicazioni ha un partner estero vs il 57,7% in regione). Modesta, invece, è la collaborazione con partner industriali, con solo il 2,6% degli articoli svolto in congiunzione con una impresa (4,5% in Lombardia, peraltro quota già molto ridotta rispetto ai migliori peer europei).
Modeste, tuttavia, sono le ricadute concrete della ricerca, con volumi brevettuali esigui (107 brevetti depositati allo European Patent Office tra il 2020 e il 2024, l’1,8% del totale lombardo), concentrati nella meccatronica (47, specialmente macchinari per la filiera agricola, calzaturiera e farmaceutica), nel Life Science (24), nella Chimica (17) e nella Microelettronica (7).










