Unicredit si prende Commerzbank, con l’ops sfiora il 50% Gae Aulenti aperta al dialogo. ‘Soluzione concordata’, la replica tedesca (di Fabio Perego) (ANSA) – MILANO, 08 LUG –
Unicredit si prende Commerzbank aconclusione dell’offerta pubblica di scambio che si è chiusa conadesioni per il 17,6% portando il gruppo di Piazza Gae Aulenti acontrollare potenzialmente il 47,6% del capitale. Quota che saleal 49,65% con l’annullamento delle azioni proprie su cui si èimpegnato l’istituto tedesco. Dopo il 12,51%, racimolato nella prima parte dell’offerta,Unicredit nelle due settimane di tempi supplementari, chiusi il3 luglio, ha portato a casa un ulteriore 5%. Percentuali chevanno “ben oltre le aspettative iniziali”, sottolinea l’istitutoe che, combinate con quasi il 30% tra azioni già in possesso ederivati convertibili (il 3,22%), mettono nelle condizione labanca italiana di controllare di fatto Commerzbank. Un controlloche arriva dopo una campagna di acquisizione durata due anni eche non è ancora terminata, e che ha suscitato non pochepolemiche da parte della banca tedesca e di Berlino che ha quasiil 13% del capitale. Freddezza che resta da entrambe le parti. “L’approccio aggressivo e ostile di UniCredit rimane, dalpunto di vista del governo federale, inaccettabile”, ribadisceun portavoce del ministero delle Finanze tedesco. “Continueremoa concentrarci sugli interessi dei nostri clienti, dipendenti eazionisti” che oltre al gruppo italiano sono l’esecutivo tedescoe i soci di minoranza, aggiunge la ceo di Commerz, BettinaOrlopp ricordando il ruolo primario della banca come partnerfinanziario nel ‘Mittelstand’ tedesco. Nel frattempo l’impegno di Unicredit resta quello dicontinuare a “ricercare un dialogo costruttivo con tutte leparti interessate”. “Come già affermato, il consiglio disorveglianza e il consiglio di amministrazione di Commerzbankrimangono disponibili a un dialogo costruttivo con Unicredit. Lasituazione non è cambiata”, la replica tedesca che sollecita,per attuare le sinergie, una “soluzione concordata” con ilcoinvolgimento di tutti gli attori in campo. La strada restasempre stretta, tuttavia la posizione in cui si trova oraUnicredit la mette in una posizione di vantaggio rispetto allaCancelleria tedesca. Un’acquisizione totale rappresenterebbe la più grandeoperazione bancaria in Europa degli ultimi vent’anni etrasformerebbe Unicredit in un palyer di riferimento inGermania, rafforzandone al contempo la presenza in Polonia. Lastima è che le due banche insieme possano avere una quota dimercato dell’8,5% nella repubblica federale. Hvb e Commerzbanksono geograficamente complementari, e lo sono anche nei segmentidi clientela dove le sovrapposizioni sono davvero limitate. Mauna fusione non sarebbe possibile prima del 2029. Per arrivarci dovranno esserci altri passaggi. Prima ditutto il via libera della Bce, atteso entro settembre, persuperare il 30% del capitale e poi le altre autorizzazionipreviste. Una volta ottenute, Unicredit avrà il pieno controllodella propria quota, potrà consolidare la sua posizione emettere in moto anche il piano ‘unlocked’ pensato perCommerzbank. Altro step sarà la governance, ma non prima del2027. L’attuale consiglio di sorveglianza scade con la primaveradel prossimo anno. Gae Aulenti potrebbe nominare almeno la metàdel consiglio, compreso il presidente il cui voto vale doppio. Acascata sarebbero rinnovati il ceo e i manager del team divertice. Se Commerzbank resta la priorità, il mercato non crede cheUnicredit resti per sempre osservatore nel risiko in Italia. Puravendo una flessibilità di capitale limitata, la banca potrebbeprendere in considerazione fusioni e acquisizionicon scambi azionari o collaborare con partner su potenzialiofferte, con uno schema simile a quello dell’operazione diIntesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi di Siena con ilcoinvolgimento di Unipol.


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