Il tasso di occupazione dei laureati delle università telematiche (77,4%) che, secondo i dati del portale AteneiOnline a un anno dalla laurea, supera seppur di poco quello delle università tradizionali (74,4%), racconta il progressivo superamento dei pregiudizi delle aziende durante le selezioni, complice anche il disallineamento domanda e offerta e il crollo demografico che rendono necessario ampliare il più possibile i bacini da cui attingere le candidature. Oggi gli iscritti alle università telematiche, secondo quanto ricostruito da AteneiOnline, il portale di orientamento alle università telematiche riconosciute dal Mur, sono circa 300mila, il doppio di quanti erano cinque anni fa: nell’anno accademico 2019-2020 erano infatti 140mila. Per le lauree che possono essere conseguite sia in modalità telematica che tradizionale, più di uno studente su cinque, il 21,8%, fa la prima scelta.
Il contesto europeo: l’Italia terzo Paese per valore di mercato
Secondo Matteo Monari, fondatore di AteneiOnline, i dati mostrano un cambiamento strutturale nell’approccio degli studenti all’offerta formativa universitaria: «Come avviene da anni nel resto d’Europa, anche nel nostro Paese intraprendere un percorso accademico interamente online non è più l’eccezione, ma una scelta condivisa e riconosciuta», un’opzione che interessa diverse platee, «dal neodiplomato a chi cerca percorsi formativi in un’ottica di crescita personale e professionale». I dati più recenti raccolti dal portale restituiscono il quadro di un settore in forte crescita in tutta Europa, dove il mercato vale 57,18 miliardi di dollari e toccherà i 61,96 miliardi già nel 2026. Nello scenario europeo, l’Italia si posiziona al terzo posto con un valore superiore ai 3 miliardi di euro, dietro solo a Regno Unito (con 10 miliardi) e Germania (con 3,5 miliardi), ma con tassi di crescita tra i più dinamici.
La crescita dei corsi online
Crescono gli iscritti anche perché cresce l’offerta. Negli ultimi cinque anni sono stati avviati 40 nuovi percorsi di laurea: tra quelli più scelti ci sono scienze motorie, un percorso che ormai uno studente su due sceglie di frequentare online, segue scienze della formazione con il 43% e psicologia con il 36,7%. L’incidenza delle Università telematiche aumenta in maniera trasversale alle aree disciplinari. Negli ultimi anni, il numero di laureati delle Università telematiche è cresciuto passando dall’11,9% del totale nazionale nel 2020 al 24,3% del 2024. Nell’anno accademico 2024-2025 oltre la metà dei laureati in scienze motorie (59,2%) ha conseguito il titolo in un ateneo telematico, seguiti da scienze della formazione con il 44,8%, scienze della nutrizione (42,4) e giurisprudenza (40,1%). Percentuali importanti anche in lettere (38%) e psicologia (29,8%). Dal punto di vista delle tempistiche la percentuale di laureati in corso delle Università telematiche raggiunge l’80,9%, un dato superiore rispetto agli atenei tradizionali (54,7%). Se prendiamo giurisprudenza il tasso di laureati in corso delle Università online (83%) è quasi il doppio rispetto alle Università tradizionali (43%).
Il mercato del lavoro
Guardando l’altra faccia della domanda e cioè la considerazione del mercato del lavoro, a un anno dalla laurea, il tasso di occupazione dei laureati telematici (77,4%) supera quello dei laureati delle università tradizionali (74,4%), segnale di un progressivo superamento dei pregiudizi nei processi di selezione. Questo elemento si inserisce in un contesto più ampio di forte squilibrio tra domanda e offerta di competenze: secondo gli ultimi dati diffusi da Manpowergroup per i profili tecnici di alcuni settori la difficoltà di reperimento riguarda sette aziende su dieci. Se c’è un elemento che caratterizza l’Italia è l’elevato livello di talent shortage nei settori più esposti alle trasformazioni tecnologiche e organizzative: risulta superiore alla media nazionale il talent shortage nei settori Tech & IT (77%), ospitalità e ristorazione (76%), energia e utilities (75%) e industriale (74%). Le competenze più difficili da trovare sono soprattutto quelle legate al digitale, in particolare l’applicazione dell’AI, e quelle legate all’industria. Tornando ai dati di AteneiOnline i corsi che a un anno dalla laurea registrano i maggiori tassi di occupazione sono Economia con il 91,4%, scienze motorie con l’81,7%, ingegneria gestionale con il 79,8%, seguiti da giurisprudenza con il 74,1% e psicologia con il 74,6%.









