“Il sistema Ets dell’Ue è un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, che incide sui costi e ne limita la competitività. Chiederemo alla Commissione europea la sospensione fino a una sua profonda revisione che intervenga sui parametri di riferimento delle emissioni e sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite”. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della riunione dei Paesi ’Friends of Industry’ che si è svolta ieri sera a Bruxelles.
La dichiarazione congiunta
La prossima revisione dell’Ets dovrà garantire “un segnale di prezzo efficace, prevedibilità, stabilità del mercato e protezione contro un’eccessiva volatilità dei prezzi, insieme a un approccio pragmatico sull’assegnazione gratuita” delle quote. Lo chiedono in una dichiarazione congiunta i ministri dell’Industria di Italia, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna che ieri sera si sono riuniti per coordinare le posizioni alla vigilia del Consiglio Competitività in corso a Bruxelles e dove l’Italia è rappresentata dal ministro Urso. La prossima revisione dell’Ets – attesa per luglio – “dovrebbe mirare a sostenere la competitività dell’industria europea e a rafforzare gli investimenti in tecnologie innovative”, scrivono i firmatari, avvertendo che la riduzione del tetto complessivo delle emissioni a livello Ue, rischia di far affrontare agli operatori industriali livelli di prezzo elevati, maggiore volatilità del mercato e liquidità limitata. Imperativo dunque aumentare “gli investimenti nelle condizioni abilitanti necessarie per la decarbonizzazione” nonché una protezione “mirata contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio”.
Le modifiche necessarie
La revisione, per il ministro, dovrà introdurre un meccanismo “stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora compiutamente definito nella riforma del Cbam”. Nel confronto tra i ministri dell’Industria, si evidenzia in una nota, Urso ha posto l’accento sulla competitività industriale e sulla necessaria coerenza tra revisione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e alla riforma dell’Ets. Lo stesso orientamento sarà ribadito stamane da Urso prima alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore, in corso a Bruxelles con uno specifico focus sul settore della chimica, e successivamente ai lavori del Consiglio Competitività. “La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici. Il sistema Ets, alle condizioni attuali, è inefficace e dannoso perché si traduce in un mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività”, ha affermato Urso. “Servono regole chiare e strumenti di verifica affidabili, che evitino distorsioni lungo le filiere. Cbam e Ets devono diventare strumenti a supporto dell’industria, non fattori che ne indeboliscono la competitività”.
Parigi: prudenza sull’Ets, ridiscuterlo ma non farlo saltare
Sull’Ets “credo che sia necessario essere prudenti: ha senza dubbio una serie di punti che meritano di essere ridiscussi. In particolare, va messo in parallelo con la tassa sul carbonio alle frontiere, che deve essere più completa”, ma “da qui a far saltare tutto, non è la posizione della Francia”. Lo ha dichiarato il ministro francese dell’industria, Sébastien Martin, all’arrivo al Consiglio Ue Competitività.
Berlino: «È necessario riformare l’Ets rapidamente»
«Vogliamo riformare l’Ets e farlo rapidamente. Questo è l’obiettivo dichiarato del governo federale». Lo ha dichiarato la ministra tedesca dell’economia e dell’energia, Katherina Reiche, all’arrivo al Consiglio Ue Competitività in corso a Bruxelles. «Il sistema europeo di scambio delle quote di emissione punta a una graduale riduzione del tetto massimo, quindi a emissioni sempre minori, il che è sensato, e anche il fatto che la CO2 abbia un prezzo è sensato». ha puntualizzato. «Dobbiamo quindi discutere, in riferimento alla protezione delle industrie ad alta intensità energetica, di come attenuare gli aumenti dei prezzi, ad esempio mantenendo le assegnazioni gratuite. Vogliamo una riforma e stiamo discutendo dei singoli elementi che la compongono», ha concluso.










