Il nucleare piace ai più
Il ricorso all’energia nucleare è uno dei pochi temi in cui l’elettorato di centrosinistra si trova in territorio negativo mentre il Paese è in territorio positivo. Il dato nazionale è chiaro: 51% favorevoli e 34% sfavorevoli. Nel centrodestra chi gradisce sale al 68% contro il 21% di contrari. Nel centrosinistra invece i favorevoli scendono al 42%, con il 48% di contrari.
Remigrazione gradita alla metà degli intervistati
Su un solo altro caso l’elettorato progressista va in controtendenza rispetto a ciò che il Paese sembra approvare: la remigrazione. Il cavallo di battaglia di Roberto Vannacci (tra i suoi elettori la popolarità è massima: 99%) è gradito al 46% degli interpellati, ostili per una quota del 38%. Plaude l’82% dell’elettorato di centrodestra, con la Lega fredda al 54% (probabilmente più un riflesso anti Vannacci che una convinzione, dato l’impegno del Carroccio contro i migranti irregolari). A sinistra guarda con favore all’idea di remigrare il 23% degli elettori, più Cinque Stelle (33%) che Pd. L’equivalente a destra è il Green deal, gradito solo a un elettore su quattro.
L’europeismo? Un valore, ma non per i vannacciani
L’europeismo è un valore per il 54% a livello nazionale; contrario il 25%. Ma il traino è soprattutto a sinistra (81%) rispetto al 44% a destra, dove alle quote elevatissime di Fdi e Fi-Nm (56%) fanno da contraltare lo scetticismo leghista (33%) e la palese avversione vannacciana. Il gradimento per l’Europa nelle file del generale crolla al 16%, e si materializza su questo punto il divario più ampio nell’intera coalizione su qualunque tema: lo scarto sui favorevoli tra Futuro Nazionale e Fratelli d’Italia è di ben 40 punti.
L’abiura del fascismo, le nostalgie comuniste
I conti con il passato appaiono più evidenti nell’elettorato di centrodestra: il fascismo (in fondo alla classifica generale di popolarità con il 6% di favorevoli e l’83% di contrari) è respinto nettamente (12% favorevoli, 75% di contrari), con la sola eccezione di Fn nelle cui file i nostalgici toccano il 23% nonostante il 62% di contrari. Discorso opposto per il comunismo. A livello nazionale è favorevole il 21%, sfavorevole il 63%, ma tra gli elettori di centrosinistra il giudizio è in perfetto pareggio: 47% favorevoli, 47% contrari. A destra, invece, il rifiuto è totale: 4% favorevoli, 89% contrari.
Sovranismo etichetta ormai senza appeal
Sovranismo, capitalismo e neoliberismo sono termini molto poco spendibili. Al sovranismo guarda ormai con favore appena il 15% degli interpellati; il 65% è contrario. Persino tra gli elettori di centrodestra i giudizi sfavorevoli, al 51%, superano i favorevoli (33%). Il capitalismo registra a sua volta il 23% di favorevoli e il 53% di sfavorevoli su base nazionale, e resta in leggero territorio negativo anche tra gli elettori di destra con il 39% contro il 44% (con una nuova forbice tra i favorevoli di Fdi, al 44%, e quelli di Futuro nazionale e Lega, al 28%). Peggio il neoliberismo, che risente anche di molti “non so”: 21% contro 38% a livello nazionale, 29% contro 33% nel centrodestra, 18% contro 50% nel centrosinistra. Regge, invece, il socialismo che piace al 39% in generale, al 71% nel centrosinistra e al 15% nel centrodestra.










