“La lotta di Liberazione è una pagina fondante della storia repubblicana, la legge del più forte genera barbarie”.
Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del 25 aprile, ricorda che la Resistenza è “l’atto di nascita della nostra democrazia. Segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia”. Mattarella aggiunge che questi principi sono oggi “scolpiti nella nostra Costituzione” e rappresentano la base della nostra convivenza civile e del ruolo dell’Italia nel mondo.
Il 25 aprile rappresenta la data in cui l’Italia celebra la fine dell’occupazione nazista e la caduta del regime fascista al termine della seconda guerra mondiale, ma anche la vittoriosa lotta di popolo contro il nazifascismo.
In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale i rappresentanti delle associazioni dei combattenti: “Custodi della memoria, siete testimoni di una storia che non è materia per archivi ma perennemente vivente”, dice il capo dello Stato, sottolineando come l’impegno di chi visse quel periodo serva a spiegare ai più giovani i sacrifici necessari a ottenere la democrazia. Quasi una risposta a chi, anche nelle istituzioni, mette sullo stesso piano chi lottò per la democrazia e chi per la dittatura.
Ma l’intervento di Mattarella ha molti riferimenti all’attualità. In un passaggio centrale, il presidente attacca ogni forma di autoritarismo, ricordando che i diritti di cui godiamo oggi richiedono una vigilanza costante: “Il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria – quale che sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri – insieme al coraggio dimostrato da donne e uomini nel difendere la dignità della persona, costituisce un patrimonio morale di straordinario valore”. Mattarella avverte che “libertà e pace non sono elementi o fatti acquisiti una volta per tutte“, ma beni fragili che vanno protetti ogni giorno.
Colpisce forse ancora di più un passaggio del discorso di Mattarella rivolto alle guerre di questi giorni e a quella “legge del più forte” che viene messa in atto da potenze mondiali e regionali attraverso i loro eserciti a danno di popolazioni civili inermi: “In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne e bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino. Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente le popolazioni civili, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato e il diritto umanitario disatteso”. Il riferimento ai massacri di Gaza come di altre regioni del mondo è implicito ma trasparente.
E ancora: “Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinata, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale”.
Il corteo che ricorda la Liberazione del 25 Aprile a Milano (Ansa)
Quest’anno le celebrazioni si caricano di un ulteriore significato, poiché ricorre l’ottantesimo anniversario del referendum del 1946 con cui la popolazione scelse la Repubblica.
Per questa ragione, dopo la tradizionale cerimonia a Roma con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, Mattarella andrà a San Severino Marche: un “luogo simbolico della Resistenza”, medaglia d’oro al merito civile, che ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane e sofferenze.
Il clima politico intorno alla ricorrenza vede i leader politici impegnati in diverse manifestazioni.
All’Altare della Patria, insieme al capo dello Stato, saranno presenti la premier Giorgia Meloni e i presidenti di Camera e Senato.
Il vicepremier Antonio Tajani renderà omaggio alle vittime del mausoleo delle Fosse Ardeatine, luogo dell’eccidio di 335 italiani per mano di nazisti tedeschi e fascisti italiani, per poi spostarsi a Ferentino.
Sul fronte opposto, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein parteciperà alla commemorazione a Sant’Anna di Stazzema, borgo toscano simbolo delle stragi di civili compiute dai soldati nazisti.
Il secondo vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini non prevede invece alcun intervento pubblico, come già successe l’anno scorso.
Partigiani sfilano per le strade di Milano, 25 aprile 1945 Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista (Ansa/wikipedia)












