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Home » Persone scomparse, Fabrizio Catalano e gli altri: il silenzio assordante dell’assenza
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Persone scomparse, Fabrizio Catalano e gli altri: il silenzio assordante dell’assenza

Sala StampaDi Sala StampaFebbraio 5, 20264 min di lettura
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Persone scomparse, Fabrizio Catalano e gli altri: il silenzio assordante dell’assenza

«Fabrizio è il nostro primogenito. Il 21 luglio 2005 era ad Assisi, dove doveva frequentare il secondo anno di un corso quadriennale di musicoterapia. Le sue tracce si perdono sul Sentiero francescano della pace che va da Assisi a Gubbio. Lì, dopo qualche giorno, è stata ritrovata la sua sacca con tutti gli effetti personali e dopo sette mesi la sua chitarra. L’allarme era scattato subito da parte delle sue compagne di corso che alloggiavano insieme a Fabrizio. Poi ritrovano il cellulare sotto carica, ma di lui nulla». A parlare è Caterina Migliazza, la mamma di Fabrizio Catalano, il giovane 19enne scomparso ad Assisi il 21 luglio 2005. Caleidoscopio – la video rubrica per guardare il mondo fra colori e chiaroscuri – per parlare di persone scomparse parte proprio dalla storia piena di dolore raccontata dalla mamma di Fabrizio Catalano. La famiglia da oltre vent’anni cerca la verità e si scontra con silenzi, risposte crudeli, giornate di attesa che si sono trasformate in anni di dolore. E hanno creato una pagina “Cercando Fabrizio e …” per far conoscere la storia del ragazzo. Per continuare a cercarlo. Per aiutare altre famiglie che ogni giorno combattono con la scomparsa di una persona cara. Per sensibilizzare i giovani nelle scuole, per continuare a sperare.

Da Denise ad Angela, il dolore della scomparsa

Quella di Fabrizio è una delle storie che non si intravedono dai numeri del rapporto stilato ogni anno dall’ufficio del Commissario per le persone scomparse Saverio Ordine. Numeri che nascondono tante storie di dolore, come quella di Denise Pipitone, scomparsa a quasi 4 anni il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo o quella di Angela Celentano, scomparsa a tre anni il 10 agosto 1996 sul Monte Faito. O la storia, forse più conosciuta, di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa a Roma a 15 anni il 22 giugno 1983 dopo una lezione di musica nei pressi di Piazza Navona.

Chi è Fabrizio

Fabrizio è un ragazzo di Collegno, in provincia di Torino. Un giovane, simpatico, sensibile, romantico, chitarrista e rugbista. Prende in affitto un appartamento ad Assisi insieme a tre compagni di corso. Un appartamento dove non tornerà più, dopo esserne uscito giovedì 21 luglio 2005. Improvvisamente la famiglia si trova catapultata in un dramma senza fine. Le telefonate delle compagne di appartamento ai genitori fanno scattare l’allarme. I genitori presentano subito la denuncia di scomparsa, che «non riceve l’attenzione che merita», racconta la mamma. Denuncia che viene censita come allontanamento volontario, perché Fabrizio era già maggiorenne, aveva 19 anni. Quindi le ricerche non scattano subito.

Il ritrovamento della chitarra sette mesi dopo

Dopo qualche giorno sul sentiero francescano della pace che va ad Assisi a Gubbio è stata rinvenuta la sua sacca e dopo sette mesi, a gennaio 2006, viene ritrovata da un cacciatore la sua chitarra. «Dopo il ritrovamento della chitarra abbiamo finalmente avuto la nomina di un Pm, quindi è partita la grande battuta di ricerca dopo 27 mesi. L’analisi della chitarra chiaramente non ha dato nessun esito e quindi è rimasta muta e continua a essere muta. Non ci ha dato risposte, ci ha dato solo altre domande. Purtroppo c’è stata molta superficialità soprattutto nei primi momenti che erano invece importantissimi».

Senza pietà chi avrebbe dovuto condurre le indagini

La mamma nel corso della video intervista racconta tutto il dolore vissuto negli anni dopo la scomparsa di Fabrizio. Comprese le frasi pesantissime che ha dovuto ascoltare da chi avrebbe dovuto condurre le indagini: «a settembre si apre la caccia, quindi trovare un cadavere adesso tra tre mesi cosa cambia?», si sente dire da chi doveva organizzare una battuta di ricerca. E 27 mesi dopo, in occasione di una ulteriore ricerca sul sentiero francescano: «Facciamo la battuta di ricerca ma sappiate che in quel territorio i cinghiali non lasciano nemmeno i lacci delle scarpe».

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