Sono circa 8,2 milioni le persone con più di 11 anni (21,8% dei maschi e 9,1% delle femmine) che hanno consumato bevande alcoliche in quantità e frequenza tali da mettere a rischio la propria salute. La metà di loro, cioè quattro milioni e 450mila persone – di cui 79mila under 18 – bevono “per ubriacarsi” per il cosiddetto “binge drinking”. E sono 730mila i consumatori nei quali l’alcol ha già prodotto un danno e che avrebbero necessità di un trattamento clinico, ma solo l’8,3% sono intercettati dall’Ssn e presi in carico dai servizi. Il tutto, in un contesto di 36 milioni di consumatori di alcol in Italia nel 2024, pari al 76,7% degli uomini e al 57,1% delle donne.
A tracciare il quadro, rilanciando dati su stili di vita “pessimi” su cui già l’Istat aveva acceso i riflettori nelle scorse settimane, è l’Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell’Istituto superiore di sanità, che presenta un rapporto epidemiologico annuale Istisan, in occasione del workshop internazionale “Alcohol Prevention Day – XXV edizione”.
Giovani, donne e anziani a rischio
Tra otto milioni e duecentomila persone che hanno consumato bevande alcoliche secondo modalità, quantità e frequenza tali da pregiudicare la salute, destano particolare preoccupazione i giovani di entrambi i sessi (circa 1.270.000 tra gli 11 e i 24 anni, di cui 580.000 minorenni), le donne (circa 2,5 milioni, con una quota del 13,3% tra le minorenni di 11-17 anni) e gli anziani maschi.
L’allarme “Binge drinking”
Il fenomeno del binge drinking che ha registrato un incremento significativo, soprattutto tra le donne, con un aumento dell’84% in un decennio (dal 2,5% nel 2014 al 4,6% nel 2024). Negli uomini si osserva invece una crescita del 24% nello stesso periodo, senza segnali di riduzione per questa modalità di consumo originariamente diffusa nei Paesi del Nord Europa, attualmente in forte ascesa anche nei Paesi mediterranei, Italia inclusa.
Anche i consumi fuori pasto risultano in costante aumento, in particolare nelle donne (24,6%): tra queste, sono 1 milione e 250 mila coloro che dichiarano di bere con l’obiettivo di ubriacarsi.
Le donne e l’alcol
Preoccupante è il costante aumento negli ultimi 10 anni della percentuale di donne che consuma fuori pasto (il 24,6% nel 2024, +49,3% rispetto al 2014) e che beve per ubriacarsi (binge drinking) (4,6% nel 2024, +78,7% rispetto al 2014) che riguarda tutte le fasce di età, in particolare quella delle donne in età fertile e delle anziane. Tra le minorenni (11-17enni), il 13,3% sono consumatrici a rischio, ben 260.000, il 5,6% hanno consumato alcolici lontano dai pasti, e l’1,5% hanno praticato il binge drinking.
Nel 2024 il 57,1% delle donne italiane di età superiore a 11 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno: quasi 16 milioni di persone. Le consumatrici a rischio sono oltre 2 milioni e mezzo (9,1%), mentre il 4,6% delle donne si è ubriacata con un trend di consumo in continua crescita negli ultimi 10 anni.
Giovani e alcol
In Italia 1 milione e 270 mila 11-24enni sono consumatori a rischio, il 18,2% dei maschi e il 13,1% delle femmine. Tra questi, 580.000 sono minorenni (il 15,5% dei maschi e il 13,3% delle femmine tra gli 11 e i 17 anni). Tra i ragazzi di età compresa tra i 18 e 24 anni sono circa 690.000 i consumatori a rischio (il 21,0% dei maschi e il 12,9% delle femmine). Sempre elevata la diffusione del bere per ubriacarsi: 730.000 11-24enni, l’11,1% dei maschi e il 6,9% delle femmine, di cui 79.000 minorenni. Tra i 18-24enni le bevande più consumate sono birra (64,9%) e aperitivi alcolici (64,3%) tra i maschi, mentre tra le femmine prevalgono gli aperitivi (58,4%) seguiti dalla birra (41,9%).





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